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Ciao!!! Come state? Scusate la mia involontaria assenza ma non mi andava internet… mmmh che rabbia, per fortuna che oggi ha ripreso a funzionare… giusto il tempo di augurarvi buon weekend! 😀

 

foto tratta dal web
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“Cioè, si che poi, no… non è vero! Non sono dipendente dai social network: Facebook, whatsapp e altro. Tanto nessuno mi caga… pardon… mi calcola, mi ascolta. Solo ieri tramite un post con due foto del mio cane Birillo con la scritta “Per fortuna c’è lui a consolarmi” riferito anche al fatto che essendo ahimè interista non ho digerito le tre pere digerite nel derby di domenica sera. Subito ho ricevuto “mi piace” e commenti ed… io mi sentito bene e quasi sollevato del fatto che qualcuno si interessava a ciò che ho scritto. Ogni mezz’ora andavo, tramite il mio cellulare, a vedere eventuali nuove notifiche. Alla fine della giornata di ieri mi sono sentito soddisfatto: 8 mi piace e tre commenti. Ma è una soddisfazione effimera, stupida, inutile e maldestra. E’ come se avessi consegnato un piccolo pezzo, un frammento di umore, stato d’animo della mia vita a delle notifiche, condizionando a seconda del tipo dei commenti il resto della giornata. E’ solo che a volte non mi basta di essere apprezzato nella vita reale, ma cerco come se fossi affamato da giorni di essere visualizzato in un mondo totalmente finto e immaginario. A volte è più forte di me. Un impulso indemoniato. Non posso e non possiamo farci condizionare dal mondo dei media in senso generale. Il “mi piace” che do io a me stesso vale molto di più di 100 “like” su Facebook. “Non possiamo sostituire la volontà divina ad dei semplici post, sostituire il mio credo a quello degli altri utenti sulle vari piattaforme sociali e multimediali. Io valgo, se ne sono convinto al di là di tutto.”

Continua

Amaro

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Ore 3.40

foto tratta dal web
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Ore 3.40 del mattino, ritorno a casa. Leggermente stanco, solo un po’. Di rientro da Lecce City. Felice, il giusto. Era da tanto che non mi divertivo così in compagnia dei miei amici. Nuova comitiva, nuovo lato emotivo da esplorare tra sorrisi, battute e nostalgia dei tempi andati. Esco dal mio guscio ed inizio ad esplorare il nuovo mondo. Nuove luci, nuove direzioni da seguire, senza per forza sapere come va a finire, questa è una sorpresa che lascio gentilmente tra le mani del destino. Non ero abituato al richiamo della notte e ci ho messo un bel po’ prima di abituarmi alla sua natura, tra luna e stelle da ammirare con sguardo innocente. Ho fatto la mia piccola valigia e mi sono addentrato nella notte. Parole avanzate, pensieri che reggono a stento una felicità repressa nel cuore negli ultimi anni. Anni ad mordere e digerire “i se, i ma, i forse” e vivere accartocciato nel limbo del perdono. Ho molte cose da farmi perdonare, scusami Vita mia. E’ bastata una semplice, tenue serata per riprendere il mio percorso, senza però più voltarmi indietro e farmi trascinare a forza dal mio piccolo e burbero passato. A ridosso di una linea sottile, rafforzato da mancati timori e bianche ripartenze. Kebab e un bicchiere di birra per riempire la mia pancia ricca di rospi ingogliate tra promesse e farse di slogan futuristici. Dare praticità ai sentimenti, appendere sprazzi di solitudine su in soffitta anche solo rischiando che questa parentesi non duri eternità. Me ne basta una.

Forza Islandaaaaaaaaaaaaaa!!!!!!!!!!!! :D

foto tratta dal web
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L’Islanda “è una nazione insulare dell’Europa settentrionale, situata nell’Oceano Atlantico settentrionale, tra la Groenlandia e la Gran Bretagna, a nordovest delle Isole Fær Øer. Nel gennaio 2013 la popolazione era di 321.857 abitanti: ciò la rende (escludendo i microstati), il paese europeo meno popolato. La capitale è Reykjavík.”

Tranquilli non voglio parlare o farvi una lezione di geografia. Ieri con il pareggio a reti inviolate contro il Kazakistan, la nazionale islandese di calcio si è qualificata con due turni di anticipo ai prossimi Europei che si disputeranno l’anno prossimo in Francia. I “vichingi”, attualmente al 23° post del ranking Fifa (dopo aver sfiorato la 130°posizione solo pochi anni fa) vivono un sogno, per la prima volta nella loro storia saranno protagonisti di una competizione europea. Il sogno sarebbe anche quello di qualificarsi per i prossimi mondiali (sempre per la prima volta) ma per questo c’è tempo. Inseriti nel girone A di qualificazione con squadre ben più accreditate di loro come Olanda, Repubblica Ceca, Turchia hanno messo in riga, “fatto saltare” ogni pronostico. Nessuno gli dava un centesimo.. Su 8 partite fin ora giocate: 6 vittorie, un pareggio e una solo sconfitta (contro i cechi). Gli islandesi sono riusciti anche ad andare a vincere ad Amsterdam (0-1) contro un Olanda 4° al momento nel girone e quasi fuori dalla qualificazione. Sorpresa nella sorpresa. Il pallone si sa è rotondo e il calcio non sempre è una scienza esatta!

Campi coperti e sintetici per permettere ai ragazzi di giocare tutto l’anno in un posto dove all’aperto per motivi climatici non è sempre è possibile giocare, palestre dedicate ad ogni attività agonistica, tecnici ben qualificati, valorizzazione anche del settore giovanile, sono uno dei tanti segreti del successo islandese. Il loro C.t. (di nazionalità svedese) Largerback ha costruito il trionfo su un modulo classico, il 4-4-2 e sullo spirito di gruppo e di sacrificio per sopperire alla non elevata dose di tecnica in mezzo al campo. Adesso rimangono solo due partite da affrontare contro Lettonia e Turchia. in Islanda adesso farà meno freddo… sicuramente!

Sono felice, tifo per queste piccole realtà, tifo per un sport sempre più globalizzato e aperto a tutti…a chiunque abbia occhi nuovi per sognare!

Impossible is nothing!!!!

Raffaele

Amaro 21 🙂

A testa bassa

foto tratta dal web
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Questa sera con la santa processione, nel mio piccolo paese, inizia la celebrazione, inizia la “quattro giorni” per la festa patronale di Maria SS.ma delle Grazie. “Celebrare la festa della Madonna delle Grazie per noi è motivo, occasione e stimolo per rinnovare e rinsaldare la nostra devozione, il nostro legame e il nostro amore nei confronti di Maria.” Ogni anno, in questo periodo, la nostra “cittadina” si colora e riscopre lati gioiosi caratteristici del nostro modo di accogliere qualche turista che ci viene a trovare. L’ospitalità, la voglia di stare insieme, prima di tutto, mantenendo sempre e comunque le nostre antiche radici storico-culturali.

Quest’anno non credo, però, che parteciperò alle celebrazioni, non andrò in piazza, non passerò la serata con i miei amici “superstiti” che non sono già ripartiti destinazione Università. “Il solito asociale” scherzeranno i miei compagni di avventura… di una vita che ancora non so come ben usare la sua bussola. Troppe volte mi perdo in essa, troppe vento, troppe scuse ed errori da rimediare, momenti di felicità che si contrastano con attimi di vivace solitudine. Quest’anno non uscirò, nessun giro alle macchine scontro o qualche giro di bevute. Nessun look particolare da esibire, nessun vestito elegante da indossare. Troppe persone da evitare. Sono una frana nei rapporti sociali, rovino tutto, sono un “masochista al contrario”, la testardaggine, l’imprevista impulsività poi fanno il resto. Ragazze da dimenticare, vecchi amici da non rivedere. Indesiderato ad una festa per pochi intimi. Sono una frana, un babbeo, rovino tutto il possibile, ruspa, carrarmato sui miei momenti felici. Fragile come un pezzo di cristallo. La mia solitudine che non sempre si traduce in onesta visibilità la riserbo per queste occasioni. Vorrei avere un telecomando e riavvolgere la mia esistenza, rifare, ricominciare da zero. Non riesco a dimenticare gli errori, le macchie che sulla coscienza rimangono scalfite. Sono un ragazzo emotivo, forse troppo e le ferite, le crepe dell’anima fanno fatica a guarire. Evitare gente, evitare il mondo che nel bene e nel male mi ospita inquieto nel vedere i miei prossimi passi. Dovrei evitare gente che puntualmente durante la serata farà finta di niente come se io non esistessi. Dovrei fare finta di niente allora? Fare finta di non esistere avvolto da un velo di invisibilità? E solo che quando conosci una persona, un nuova persona, non puoi stabilire subito quale sarà la fine di un rapporto, pensare già ad un possibile addio. Le amicizie non sono tutte sotto cura medica perché terminali. Infinita, la voglia di complicarmi terribilmente l’esistenza andando a velocità non consentite per la il mio essere, le mie caratteristiche, la mia coscienza che avvolte mi avvisa troppo tardi del pericolo incombente, che sta per arrivare, faccia a terra e non parlare!!! Mi sento in colpa per colpe non mie “sembri così pentito dei tuoi sbagli che un omicida, un assassino in confronto a te sembra un santo e tu un poveraccio” sentenziano le persone che mi vogliono bene. Forse dovrei ripartire da loro, non usandole come riparo, come protezione per qualche mia disfatta emotiva. Ma come risorsa per non dichiarami “fallito”. Spesso affitto la mia anima, immobile, al tempo che logora chi smette di seguirlo. “Fregatene… che te frega!” tutti mi dicono cosi circa il mio pensiero di auto-esclusione. Ci proverò, lo prometto, ma fino a quando camminerò a testa bassa?

Raffaele

Frasi che faccio mie! :)

Due sono le frasi che mi hanno “fatto da sfondo” in questo ultimo periodo,molto riflessivo, passata a leggere un bel libro (“Non ti muovere” di M. Mazzantini) e scrivere poesie aspettando l’alba… prima di andare a correre! 😀

 

 

« Mamma diceva sempre: “La vita è uguale a una scatola di cioccolatini… non sai mai quello che ti capita!” »  Forrest Gump

foto tratta dal web
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“L’essere umano desidera ciò che è grande e illimitato e tende a raggiungere cose sempre più grandi di quelle che ha. Questo è positivo e non è un male in se stesso. Lo diviene però se egli rifiuta la sua debolezza e intende questi obiettivi come dei diritti, arrivando a pretendere di raggiungerli invece che perseguirli con umiltà”     Nunzio Galantino, segretario generale della Cei

 

Buon weekend Amiciiiiii!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!! 😀