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2021

20… e poi 21, un passaggio doveroso di testimone dopo un anno davvero difficile per tutti noi. Una staffetta necessaria per capire ciò che abbiamo perso e ciò che ri-otteremo con le nuove speranze e un nuovo carico di sogni a seguito. Ognuno di noi tirerà un enorme segno rosso sopra questa questo calendario…. vanificheremo tutto ciò se non comprenderemo la morale di questo anno difficile. Dalla sofferenza, dalla caduta capiremo la nostra vertigine e solo allora capiremo il senso del nostro prossimo volo, del nostro prossimo andare. Questo per me è stato un anno delle incomprensioni, delle delusioni, delle ritorsioni della mia felicità ma è stato anche l’anno dell’amicizia, una amicizia limpida, vera e autentica nata sul finire di questo tempo. Non buttiamo tutto in cantina, anche un piccolo fiore può farci comodo per la nostra prossima primavera… non buttiamoci già se crederemo che il prossimo anno sembrerà uguale a quello di prima, forse noi giovani non abbiamo ancora le chiavi per il paradiso… non è tempo ancora per noi ma da quest’anno abbiamo imparato ad essere RESILIENTI, cocciuti, testardi che ci serva tutto ciò per imparare a conservare meglio il nostro destino che ha bisogno di protezione ancora per un pò…

Il prossimo anno per me sarà quello della verità… è un sentimento che sento da un pò… o la va o la spacca!

Speriamo bene dai 😛

Buon Anno a tutti voi, cari Amici!

Raffaele

Rinviata

“Rinviata a data da destinarsi”

Potrebbe essere questo il titolo dello Sport Italiano ai tempi del Virus. Quante le partite rinviate per casi di positività di atleti o membri dello staff tecnico di ogni squadra e di ogni disciplina. Dal calcio, al basket, al Volley, fino ad arrivare al Futsal e al Rugby. Queste sono le discipline che seguo con maggior interesse ma ogni volta che vorrei vedermi un evento sportivo in streaming o davanti alla Tv mi devo prima cautelare se l’evento non è stato cancellato.

Imprevisti ai tempi del “Corona Virus”.

Certo ogni Sport ha un protocollo ben definito con il Coni… anche se nel Calcio in virtù delle rose molto più grandi di quelli delle altre discipline si riesce più o meno a disputare un match di Campionato. Oggi per esempio nel Top 10 di Rugby si giocano solo 2 partite su 5 nella seconda giornata del massimo torneo Italiano, nel Basket e nel Volley Maschile e Femminile tutto sembra un eterno rebus.

Certo la situazione è sempre più preoccupante e finire anche un singolo Campionato diventa anche una vera impresa per noi sportivi che vediamo nel Calcio, nel Basket una forma di alleggerimento, di spensieratezza per non pensare ai problemi che tocchiamo con mano ogni giorno di questa Pandemia. Ed anche se la partite sono tutte senza pubblico lo Sport ci permette, in parte, di essere liberi e non prigionieri di questo tempo, di questo anno maledetto e che non sembra non volgere mai alla sua naturale fine… perchè fino all’ultimo secondo, fino all’ultimo punto dovremmo lottare con tutte le nostre forze per arrivare alla Vittoria, alla Meta….

Speriamo che lo Sport continui la sua Strada, la sua Vita… ne abbiamo tutti bisogno…

Raffaele

Battersi il petto

Il pubblicano, fermatosi a distanza, non osava nemmeno alzare gli occhi al cielo, ma si batteva il petto dicendo:” O Dio, abbi pietà di me peccatore”. Io vi dico: questi, a differenza dell’altro, torno a casa giustificato.

Luca 18, 9-18

“Chi si umilia sarà esaltato”. A volte, noi cristiani, ci comportiamo come il fariseo che si fa bello e perfetto davanti al Signore perchè si ritiene un giusto osservando tutte le buone regole, pregando e digiunando assiduamente. A volte crediamo che fare la Sua volontà basta osservare tutti i suoi precetti, un pò come i dieci comandamenti che sono delle linea guida, ma l’errore che fa il fariseo è che non si dimostra umile di cuore nonostante esso si comporti bene e non commetti peccati come il pubblicano. Ecco l’essere umili di cuore, una dote che spesso manca nelle nostre comunità. Appartenere al Signore non vuole padroneggiarsi, vaneggiarsi, riempirsi d’orgoglio, l’essere un cristiano di serie A e denigrare i poveri peccatori. La povertà, la povertà di ognuno di noi che cerchiamo secondo le nostre fragilità di dare un senso profondo alla nostra Vita, un dono non imposto ma che dobbiamo glorificare ogni giorno davanti ai nostri fratelli. Batterci il petto e avere il coraggio di dichiararci peccatori, poveri e umili peccatori… perchè la nostra umanità non ha bisogno di eroi ma gente che nella sua semplicità santifica la vita degli altri, di chi antepone il proprio bene per la salvezza del prossimo… e francamente nella mia modesta fede non credo che Lui ci giudica per quanti errori abbiamo commesso in questo lungo cammino ma semmai per quante lacrime abbiamo versato e a quante lacrime abbiamo dato il giusto sapore…

Raffaele

Evadere

foto tratta dal web

 

Perchè siamo costretti, ogni giorno, dopo una doccia, dopo un caffè, dopo aver fatto l’amore, dopo una sigaretta, dopo una gita fuori porta, dopo l’esultanza per un gol all’ultimo minuto… perchè siamo costretti ad evadere da noi stessi? Cosa è quella forza propulsiva che ci spinge ad uscire dai nostri confini nella speranza, flebile, di scovare nel tempo perduta una vita parallela con cui attingere nuove forze e nuovi sogni? Ed è un pensiero, il mio, che proviene dopo intense riflessioni ad osservare, lenire la mia anima che ancora cerca una risposta dal mio cuore… ma se siamo fatti “dalla stessa sostanza di cui sono fatti i sogni” allora implica che noi stessi siamo una realtà subordinata da essa stessa… ed è bello quando penso che magari la notte trovo riparo nei pensiero di una persona a me cara… a volte penso che ogni mia azione deve essere propedeutica nel sogno che un giorno diventerò… ed è una bella responsabilità, allora, essere elementi cardini per una nuova esistenza che si genera in continua evoluzione ad ogni gesto d’amore che porta il nostro nome… eludere la mia realtà così…

senza troppi pensieri…

Raffaele

Abbi cura di me…

“Senti San Lorenzo, le chiedo scusa per il disturbo, ma come mai non mi calcoli più? E dove sono finite le tue stelle cadenti, sono due anni che non le vedo, manco usassi il telescopio. E i desideri, i miei, dove li hai nascosti o buttati in qualche parte dell’oceano?”

Quest’anno mi sono sentito avido e impassibile a questa tradizione della lacrime del Santo. Non ci credo e non voglio avere, per il momento, l’innocenza di un fanciullo per credere e sperare in questa notte dove i sogni diventano realtà. Tradizioni e leggende si uniscono per una irripetibile serata del mese di Agosto che ci accompagna alla fine dell’estate. “Siamo fatti della stessa sostanza di cui sono composte le stelle”. E’ una delle più citazioni che amo particolarmente.

A volte, per via del mio decadentismo cronico, mi sento una stella senza orbita, che vaga nel cosmo in cerca di qualche pianeta che si faccia carico della sua imponente mole e accetti la sua gravità emotiva. Ci sono momenti, fasi in qui mi sento un dio, fasi in cui mi sento il nulla eterno. “Up e down” da stabilizzare al più presto. Lo ammetto, sono invidioso delle luci delle altre stelle e questo mi blocca, mi destabilizza. Lascia che la mia anima si pietrifichi e rimane inetta alle avversità del tempo che fu. Ci sono momenti in cui vivo la vita o tutta d’un fiato oppure a piccole e inesorabili sorsi. Ricaricare la mia luce e rimodulare la gravità è ancora possibile. Mi fido di me e della mia parte di attore. Ruoli drammatici o comici poco importa. Serve stabilità, serve controllo e sangue freddo in certe situazioni. Dormire, andare in letargo per giorni è solo un modo per nascondere le mie cicatrici del passato. Abbi cura di me Raffaele…

Raffaele

Agosto 2015