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Sono un giovane come voi…

Sono un giovane come voi, anche se mi sto avvicinando sempre di più all’età adulta. Ho ancora tanti sogni da far risplendere. Ho ancora un cuore con cui oliare per bene i suoi intricati meccanismi. Ho ancora sete e voglia di Vita, anche se a volte il mio pensiero tende ad esplorare sentimenti tortuosi e disconnessi. Sono un giovane come voi e capisco che questo brutto periodo in parte vi sta togliendo energia e voglia di vivere, ma dobbiamo alimentare questa piccola fiammella che c’è in fondo al tunnel. Ora vediamo tutto nero. Nessun colore con cui rispecchiare il nostro amore e la nostra innocenza. Ma è tempo di credere in un tempo migliore. Bisogna avere ancora un pò di pazienza prima di uscire da questo incubo. Non dobbiamo abituarci a questa stanchezza che rende sempre di più sottile e trasparente la nostra anima. Ci mancano tante case certo ma manca ancora poco, dobbiamo ancora fidarci e nutrire rispetto al nostro destino. A me mancano le cose che prima ritenevo quasi banali come un abbraccio a un amico, un uscita la sera in piazza oppure una partita di calcetto il giovedì sera. Lo so che il tempo a volte sembra essersi fermato, impantanato in qualche sabbie mobili dell’indifferenza. Ma dobbiamo sapere perdonare questi anni che sembrano sfuggirci tra le dita, perdonare questo distacco netto con il mondo, una umanità che sembra avere perso il suo volto e le sembianze di un tramonto estivo. Da un anno stiamo correndo questa maratona senza una preparazione fisica adeguata, a volte andiamo avanti con la forza della disperazione, andiamo avanti pensando al passato dove i nostri nonni hanno conosciuto davvero la fame e la miseria, ora essa si cela di nascosto fin dentro un nostro sentimento. Stiamo attenti a non diventare poveri di spirito ma serve fedeli di una unica e grande Gioia. Mancano pochi chilometri. Il traguardo è vicino. Sentiamo il giubilo delle persone al nostro arrivo… niente più tornerà come prima, scanseremo via i nostri forse e ogni dubbio che ci ha attanagliato la sera davanti a un thè caldo o mentre tristi guardavamo la nostra vita dalla finestra mentre scendeva la sera sulla nostra felicità, la sentiremo più originale che mai… abbiamo fede e fiducia… dai cavolo, resistiamo ancora un pò! Riscoprire il calore dell’attesa, riscoprire il soffice profumo della libertà, riscoprirci ancora giovani in cammino, riscoprirci artigiani dei nostri sogni, costruttori di pace… non facciamo cavolate proprio ora… rovineremo il sacrificio dell’umanità…

Raffaele

Santi

foto tratta dal web
foto tratta dal web

 

 

I Santi che ora albergano in paradiso “sacro luogo per una vita intera” era persone comune, con i propri difetti e i propri limiti, ma hanno saputo rendere la Vita Unica sposando un bene comune grazie al dono della Fede che il buon Dio gli ha affidato. Martiri di Fede e di Giustizia, ma anche i poveri di tutto il mondo a cui è riservato un posto speciale nel Regno dei Cieli. Spesso noi giovani tappezziamo la cameretta di foto e immagine dei nostri “idoli” calciatori o star della tv o della musica, credendo che siano loro i nostri punti di riferimento da seguire. Innocenza di fanciulli. Ho imparato, anche se un pò tardi, che i miei genitori e le mie due sorelle, sono le persone straordinarie che come i Santi hanno donato, nel mio caso, il loro cuore al sottoscritto, sacrificando parti della loro felicità, senza chiedermi nulla in cambio. E’ questa anche la vera sfida in un mondo in cui la ipocrisia mette radici nei nostri pensieri. L’Amore di Dio, l’amore verso il prossimo è gratuito, diffidiamo da chi chiede un oneroso compenso. Un abbraccio, anche inaspettato “vale il prezzo del biglietto”. I miei genitori e le mie sorelle mi hanno imparato a sognare, ad amare di più la mia Vita. Io che sono un inutile cantautore di poesie che cade alla prima volata di vento gelido. Sono loro la mia Aria e il mio cielo, la mia bussola senza di loro vagherei per deserti aridi. E molto spesso commetto l’errore di un ringraziarli ogni giorno ogni istante per la loro presenza per me vitale. Non sono mai solo ed anche se mi chiudo triste e malinconico in una stanza ci saranno sempre da qualche parte dei piccoli spiragli di luce per illuminare il mio essere. Si donano, come i Santi, ogni giorno per me, non facendomi mancare, con tanti sacrifici, nulla per me. Un mio sorriso, la loro gioia. Dovrei tappezzare la camera da letto con le loro foto o magari rivedere ogni tanto gli impolverati album fotografici per capire chi sono, oggi, grazie a loro. I miei genitori mi hanno donato la Vita e insieme alle mie sorelle sono l’esempio concreto del vivere cristiano. Quando oggi il nostro Parroco alla messa faceva riferimento alle beatitudini ho pensato subito a loro, un modello da seguire, un esempio concreto del vivere cristiano!

Raffaele 🙂

Niente paura

 

Foto tratta dal web
Foto tratta dal web

 

“Niente paura ci pensa la Vita mi han detto così”.

E’ bastato un messaggio visualizzato ma non ricambiato per far cambiare parzialmente l’umore in questo soleggiato lunedì mattina. Abbiate, se volete, avere la pazienza di ascoltare il mio piccolo e inutile, quasi banale dolore di un tardo adolescente. Vivo di notifiche, questo è il problema, di un sibillino, di un piccolo richiamo del mio cellulare. “Hei c’è una persona che ti cerca!” Vivo in un mondo tutto mio, perché, fuori dai miei ristretti e facilmente valicabili confini, ho paura di prendere vento, di raffreddarmi e di ammalarmi da false speranze e scaltre illusioni che mi hanno scavato delle piccole rughe su un corpo da ventenne deluso da una vita in salita. Cerco dei perché, cerco delle risposte, immagino, e i miei pensieri producono dei film mentali che meriterebbero un Oscar. Non mi ha risposto… capita, avrà avuto da fare, non posso conoscere il reale motivo se non glielo chiedo in privato. Oppure non ci tiene a te e amen. Punto e a capo, altro giro e altra corsa. Di certo il sole continuerà a splendere anche per i fanatici dell’illusione come me. Non do la colpa a nessuno, solo a me stesso che mi creo delle prospettive nuovo ed emozionanti senza ancora avere i giusti ed appropriati strumenti. Ho un po’ di mal di testa. E’ da venerdi che ascolto per tutto il giorno canzoni di Max Pezzali come “Ti sento vivere”, “Come Mai”, “Il mondo insieme a te”… per poi cestinarle e ritornare su brani più soft e meno inerenti alla parola A-M-O-R-E.  Vivo di pensieri e di ricordi, il mio passato è il mio presente attuale e il futuro di mimetizza dietro il cielo pur di farsi vedere. Ma ho imparato a fregarmene di tutto e di tutti…

Continua…

Amaro 21

L’anno che verrà

Spero non sia una minestra riscaldata il nuovo anno. Il 2016 che bussa alle porte del mio presente. Sono inerte di fronte all’avvenire. E rimanere il classico immigrato del suo tardo tempo andato. E’ stato un attimo. Uno schiaffo inatteso, questo 2015. Non me la sento di prendere un raccoglitore e classificare le gioie e amarezze. Non me la sento perché domani è il 31 e devo guardare il nuovo orizzonte che mi si protende davanti. Non rifarei niente di quello che ho adempiuto in questo anno. Il cuore continua a battere promesse e sogni ancorati dentro un cassetto. Vorrei che nel 2016 le mie parole prendessero fuoco, gli occhi ghiotti di speranze e utili a cestinare le lacrime. Vorrei che il mio stomaco la smetta di accumulare dentro se rospi dal mondo esterno. Vorrei mangiare sano evitando vizi e virtù balorde. Vorrei leggere fino allo sfinimento. Entrare da visitatore non pagante dentro variopinte storie di cristallo e farle mie. Vorrei scrivere fino alla sfinimento. Fino al mal di testa. Inventare storie di cristallo e contare gli attimi che mi separano da un innocente sorriso. Vorrei osservare il mondo altrui, non con visioni notturne e di invidia. Disinnescare quel meccanismo che mi rende inferiore anche ad una particella estremamente piccola e innocua di questo mondo. Questo mondo che ancora non sentito l’odore della mia pelle, che ancora mi intravede dal lato oscuro della luna. Trovare un accordo con il bianco buio interiore. Saper comprendere le multietniche indicazioni stradali che mi troverò di fronte. Saper accendere una candela e inseguire la mia sequela senza la silente paura di pensare che non sono degno di questa vita. Illuminare la scia delle persone a cui il mio cuore donerò. Dare senza ricevere. Amare nella sofferenza. Come miele per addolcire pensieri freddi e opachi della vecchia gioventù.

Un anno è già passato e un altro arriva già.

Buon Anno!

Amaro 🙂