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Perchè alla fine…

foto tratta dal web

 

Perchè alla fine Lui ci perdona, nonostante ogni nostra più rocciosa miseria e l’ingratitudine quando il tempo della nostra storia non ci corrisponde più, quando crediamo di essere gli unici protagonisti della nostra esistenza che si sgretola, però, al primo sussulto di una arrogante malinconia… Lui ci perdona…

Quando alle mie umili invocazioni non seguono concreti gesti d’amore puro… un pò come lodare un incantevole fiore dallo splendore di uno smeraldo ma poi lasciarlo appassire perchè il mio tempo ormai è già oltre… Lui mi perdona…

anche quando abbiamo così tanta sete da far impazzire il nostro futuro e gettiamo via le nostre vesti e venderci l’anima per una piccola goccia di ipocrisia… Lui ci perdona…

Raffaele

Esame di coscienza

foto tratta dal web

 

Esame di coscienza, un argomento di pertinenza per esigere da Te un atto di perdono per una convivenza quotidiana con il peccato che argomenta scrupolosamente ai Tuoi occhi tutta la mia ipocrisia…

Esame di coscienza, disegnarti sul foglio quel paesaggio che cerca il suo cielo, quella casa abitata ogni domenica le cui mie polvere volteggiano nell’aria. Ti chiedo permesso, quasi di nascosto, prima di entrare, busso e ogni volta ho il timore di essere ammaliato da quell’accoglienza che non credo di meritare, eternamente in diatriba con me stesso perchè eterno perverso nella mia ragione in ogni stagione…

Esame di coscienza, stringo forte il tuo simbolo di salvezza e mi chiedo quando durino questi lineamenti del mio corpo che mente ancora della sua età, perchè bisogna essere vigili, attenti a non sprecare quella felicità imbandita solo per nobili occasioni matrimoniali… Lo specchio mi sussurra nuove forme di ringiovanimento allora mi faccio subito la barba ed esco di casa a camminare spedito verso il tuo orizzonte…

io meridionale in cerca di un vento di maestrale che mi spinga oltre ogni mio limite insurrezionale…

Raffaele

La mia coscienza, la mia ipocrisia

Sono cattolico. Sono un credente, credo assiduo e costante, che seguo un suo percorso di vita insieme a Gesù. Con tutti i miei enormi lati deboli e qualche macchia evidente di ipocrisia.

Me ne sono reso conto solo l’altra sera quando ho riflettuto sul fatto che, prima di coricarmi nel mio letto, dedico più tempo a prendere il mio cellulare e navigare tra i social e i blog con le loro notizie e dedico invece poco tempo, sempre la sera, per una preghiera o un momento di riflessione con Lui.

Non so se sia un peccato o un piccolo squarcio, ferita sulla mia fede il fatto che anche inconsciamente il mio primo pensiero è dirottato sulle curiosità del blog piuttosto che prendere tra le mani una piccola croce e dedicarmi un pò in Sua compagnia. Non sto criticando le modalità delle mie ultime azioni la sera, ma semmai la durata e l’importanza che do negli ultimi istanti della giornata…

E allora ha poco senso impegnarsi a vivere una vita sui valori autentici del Vangelo se poi tendo a porre nel dimenticatoio l’importanza e l’intensità di un piccolo gesto, come tenere forte tra le mani una piccola croce di legno e dedicarmi anima e corpo ad altro che mi occupa già buona parte della giornata… 

Impegnarmi affinchè le ultime ore della mia giornata diventino momenti per la riflessione anche per analizzarmi interiormente su ciò che ho fatto di buono o di male. Uno spazio per me stesso e per Lui che sopporta le mie lune calanti da un bel pò… perchè a volte tendo a dare importanza a cose che poi risultano frivole e inutili alla fine… magari neanche saluto i miei genitori prima di andare a letto. Invece li dovrei abbracciare stretti stretti, perchè sono per me un grande dono. Oppure inviare un bel messaggio ai miei amici, giusto per farli sapere che in quel momento li sto pensando e che mi mancano un pò… oppure non soffocare un mio pensiero poetico e scrivere anche se ho sonno… tipo così 🙂

Raffaele

Citazione

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Se voi avete il diritto di dividere il mondo in italiani e stranieri, allora io reclamo il diritto di dividere il mondo
in diseredati e oppressi da un lato, privilegiati e oppressori dall’altro. Gli uni sono la mia patria, gli altri i miei stranieri.

don Lorenzo Milani

“Non ho mai conosciuto un pessimista che abbia concluso qualcosa di bene”

“Non ho mai conosciuto un pessimista che abbia concluso qualcosa di bene”

E’ la frase enunciata da Papa Francesco, presa in prestito da Papa Giovanni XXIII, quella rivolta ai giovani nell’incontro di preghiera al Circo Massimo a Roma con tutti i giovani italiani sabato scorso… Eh si… un pessimista difficilmente può costruire un ponte con i propri sogni, caricarli di speranza. A volte un pessimista cerca una strada più facile per raggiungere un traguardo, rinunciando alla fatica e al sudore che non gli permetterà mai di crescere come uomo… Io a volte sono cosi… “Un ottimista non praticante!” A volte il mio pensiero entra in un tunnel senza uno spiraglio di luce, lunghi giorni, lacrime e sofferenze dell’anima. A volte litigo con la mia felicità e mi chiudo dentro me stesso scavando dentro un pozzo ormai vuoto di gocce di serenità… “Quando indietro non si torna…” quando mi chiudo nel mio mondo non faccio altro che pensare a tutti i miei errori compiuti nel mio ieri e non salvo nemmeno quel poco di buono che ho compiuto nel presente e come se alla fine godo della mia sofferenza credendo che la solitudine mi renda un ragazzo migliore, se scappare da tutto e da tutti sia l’unica soluzione possibile. Allora il letto diventa il mio compagno spinoso dei miei giorni, dove nella mia pochezza contemplo ciò che mi è difficile realizzare… sono un piccolo fiore con le sue radici non ben radicate nel terreno fertile della vita e benchè io abbia avuto dalla natura tanta acqua per crescere nella più totale dolcezza di un abbraccio del mondo… Fa bene piangere, sfogarsi ma dopo occorre asciugare quelle lacrime che intrappolano ogni riflesso di luce, perchè non può piovere per sempre anche se a me la pioggia piace… ma a gli altri no….

Raffaele