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Provocazione

E’ stata una delle più celebri provocazioni di Papa Francesco

“Meglio Atei che Cristiani ipocriti…”

E mai con in questo momento mi sento dentro questa provocazione.

La mia Spiritualità vive di alti e bassi e quanto mi avvicino a Dio attraverso la preghiera e le opere buone tanto più mi allontano da Lui.

Non riesco a capire questa contraddizione del mio pensiero.

Ci sono momenti in cui sento la Sua Presenza: nel sorriso di un bambino dell’oratorio, nell’abbraccio di mio padre o in una giornata soleggiata.

Ci sono momenti in cui sento la Sua Assenza: tragedie, i miei sbalzi d’umore o domande e riflessioni che non trovano un giusto acquirente.

Forse è meglio diventare Atei che Cristiani che si incensano nei giorni di festa.

Forse le mie preghiere risultano essere inutili e puerili se non accompagnate da una cieca Fiducia e credo che questo mi manca alla fine… perchè per lasciarsi Amare bisogna tuffarsi a occhi bendati anche quando abbiamo il senso di vuoto o proviamo una vertigine mai esplorata.

Raffaele

Pena di morte

Perchè la Vita Umana nella sua immensa Sacralità, sin dall’origine dei tempi, ha un suo inizio e una sua fine. Saremo giudicati dal Cielo in base alla nostra quotidianità vissuta insieme ai nostri fratelli e insieme alla bellezza della natura e di certo non possiamo essere noi gli artefici di una interruzione volontaria e attiva dell’esistenza terrena di un individuo. Non spetta noi questo compito, non è nelle nostre mansioni e nei nostri “poteri”. La dignità e la libertà morale e spirituale di un essere vivente va sempre difesa anche se esso cade nella tentazione del peccato. Perchè rispondere alla sofferenza con la sofferenza non porta al nulla se non alla distruzione dell’umanità che ha il diritto di esprimere la pietà e ogni atto di misericordia verso colui che ha trafitto la nostra carne e ha paralizzato il nostro cuore. Non è facile perdonare quando ci troviamo di fronte a tradimenti, offese di ogni genere, ma dobbiamo avere la forza salvifica del perdono, del tendere la mano comunque e per sempre, perchè il pentimento e la redenzione non siano favole raccontate dal nostro passato, perchè la forza dell’Amore può rompere ogni sentimento farraginoso contro ogni logica di questo mondo che ci giudica anche per ogni nostro battito di ciglia. Perchè la morte dell’anima e assai più crudele della morte del corpo che presto diventa cenere… Non è facile… perchè si può chiedere giustizia con altri modi che il nostro pensiero non vuole accettare, perchè sperare ancora di più nel dolore a chi ci ha recato altrui dolore cosa comporta alla fine? Ad un richiamo infinito dell’eco del dolore… perchè non saremo noi a giudicare noi stessi…”

Piccolo pensiero…

Raffaele