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Eh che te devo di….

foto tratta dal web

 

Stava per diventare un ossessione. Una mania. Mi correggo. Dalle due-alle tre ore  effettive davanti alla schermo per condividere foto e “stories” e vedere incensantemente chi ha visualizzato i miei contenuti…. diciamo che il tutto che doveva essere fatto con spensieratezza si stava trasformando in uno stress mentale e anche il mio umore nella vita reale dipendeva da un like in più o in meno…

Così ho pubblicato il mio ultimo frammento di vita virtuale dove davo la notizia del mio abbandono del social. Almeno tiro via la tentazione di tornarci… cosi nel caso di un mio ritorno sembravo un ipocrita… forse!

Perchè quando il “mio star bene o il mio star male” dipende da un apprezzamento o meno di una mia foto o di una mia poesia allora bisogna fermarsi all’istante e ragionarci su… ed ho capito che solo il blog che da voce ai miei pensieri e mi rappresenta in meglio… Nessun stress, nessuna voglia di apparire, nessuna frenesia del consenso che personalmente mi attanagliava come catena intorno al mio mondo… benchè rimango dell’idea che i social se usati bene possono avere anche dei buoni effetti salutari nella vita di tutti i giorni…

Ma come dice sempre il mio saggio papà “a volte esagero in abbondanza, altre volte in pochezza…”

Essere coerenti con se stessi e con le proprie fragilità…

…trovare il canale comunicativo più inerenti per esprimersi dentro questa vita… io che ho avuto a trent’anni di vivere tutte le fasi evolutive della tecnologia… rimpiango un pò quando bastava farsi gli squilli per dire al proprio caro o alla propria amata “ti sto pensando…”

Raffaele

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Incoraggiala

…muovila pure questa vita

incoraggiala ad osare di più

a schivare pensieri vuoti

di avventura e insipidi al limite della follia.

abbracciala dentro questo eroico destino

che non si riposa nemmeno

dopo giornate afose e piene di ombre

dal cuore cupo…

Raffaele

Eh…

foto tratta dal web

 

Che io c’entri poco con la mia terra, la mia storia e le mie origini questo è dato di fatto. Ormai mi conoscete e sapete che l’estate è il periodo della mia esistenza che amo di più…

se pocca… come un pinguino artico che si protrae nel fare ferragosto con 35 gradi all’ombra e senza nemmeno un ghiacciolo da gustare in santa pace…

E si… detesto il caldo anche se ho deciso comunque di farmi crescere i capelli e la mia folta barba,

anche se non ami particolarmente le giornate lunghe, quelle in cui il sole non si annoia mai e quasi non volesse lasciare posto alla luna… per me le giornate finiscono alle 20… credenza mia personale…

anche se quest’anno la mia situazione precaria la affronterò in maniera diversa…

andrò contro-corrente… andrò a mare e nei posti più disperati, uscirò tutti i giorni con gli amici anche se tutte coppiette e il verso di una poesia di Ligabue “un’amore che comincia d’estate…”  ormai lo posso tranquillamente cestinare, anche se mi dovrò assorbire ore e ore di climatizzatore a casa o in macchina con mio padre, anche se dovrò studiare con tutta la mia pelle bianca che si liquefa nel primo pomeriggio per un concorso in ambito sanitario, anche se dovrò portare a spasso il mio cane di sera perchè è un chiacchierone e tenerlo a bada nel mio giardino di casa con tutti i miei parenti diventa una missione impossibile…

e niente… quest’anno mi voglio fare male da solo e fare tutto e l’incontrario di tutto…

speriamo che funzioni questa pazzia!

Raffaele

Evadere

foto tratta dal web

 

Perchè siamo costretti, ogni giorno, dopo una doccia, dopo un caffè, dopo aver fatto l’amore, dopo una sigaretta, dopo una gita fuori porta, dopo l’esultanza per un gol all’ultimo minuto… perchè siamo costretti ad evadere da noi stessi? Cosa è quella forza propulsiva che ci spinge ad uscire dai nostri confini nella speranza, flebile, di scovare nel tempo perduta una vita parallela con cui attingere nuove forze e nuovi sogni? Ed è un pensiero, il mio, che proviene dopo intense riflessioni ad osservare, lenire la mia anima che ancora cerca una risposta dal mio cuore… ma se siamo fatti “dalla stessa sostanza di cui sono fatti i sogni” allora implica che noi stessi siamo una realtà subordinata da essa stessa… ed è bello quando penso che magari la notte trovo riparo nei pensiero di una persona a me cara… a volte penso che ogni mia azione deve essere propedeutica nel sogno che un giorno diventerò… ed è una bella responsabilità, allora, essere elementi cardini per una nuova esistenza che si genera in continua evoluzione ad ogni gesto d’amore che porta il nostro nome… eludere la mia realtà così…

senza troppi pensieri…

Raffaele

Era un giorno… – poesia istantanea

foto tratta dal web

Era un giorno uggioso del mio compleanno. Anima assorta nei suoi dubbi pindarici per il tempo opacizzato e consumato in una buona osteria. E contare scrupolosamente le candeline che non si vogliono accendere e a fuori di soffiarci su mi gira la testa, gira il mondo gira con tutti i suoi avanzi di una cena appena denutrita perchè gli anni sono pochi e il cielo risulta essere lo stesso da trenta anni passati a contare chicchi di grano che ancora pregano lacrime di primavera per continuare a insinuarsi sul palco vittorioso delle mie goliardie. Era un giorno uggioso del mio compleanno. Nascere ogni giorno e capire dal primo vagito che uomo diventerò e se lo sarò, dai principi coriacei, prima di aver capito che fanciulli nel cuore per sempre si resterà. Perchè ho passato troppo tempo a darmi spiegazioni su come compiere i primi passi che ho dimenticato pure come si respirano i sogni di carta abrasiva in una afosa domenica di Agosto…

Mi fermo qui…

Amaro