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Pezzi di puzzle

“Dinosauri estinti solo nella odierna Storia. Pezzi di puzzle sparsi in ordine armonico nel salotto. Costume sporco di sabbia. Divertirsi con sincerità. L’attesa del plurale. Colla tra le dita. Colorare i muri di casa, una fiamma d’amore tra il gioco e l’educazione. Impararsi a conoscere per competenze. Emancipazione della Felicità per privarsi di qualunque tipologia di senso convenzionale nel solco di una lacrima cristallina… perchè in fondo i dinosauri sono ancora tra noi…”

Ritornare ad essere bambini anche solo per un semplice gesto d’amore, non costa nulla in fondo…

Buona Vita!

Raffaele

(foto tratta dal web)

E’ tutto finito, peccato…

E anche questa edizione del Festival è andata nei migliori archivi. Peccato perchè questa rassegna musicale mi ha davvero entusiasmato… non so a voi… mi ha permesso ancor di più di apprezzare i vari artisti tra cui Noemi, Annalisa e Madame. Le sorprese come i Coma Cose e Willie Peyote. Mi dispiace davvero che sia tutto finito. Momenti ora da ultimi giorni di scuola. Adesso andrò su Spotify o su YoutubeMusic e mi farò una bella scorpacciata di musica visto che in questa ultima settimana è stata per me fonte di ispirazione per scrivere frammenti di pensieri davvero sorprendenti per me stesso visto che mi sto riscoprendo in una nuova sfumatura creativa, un altro sound si direbbe. Scorpacciata di musica quindi ma anche un attenzione oculata sui testi per per alcune canzone sono sembrati dei veri raffinati componimenti poetici. Andrò anche alla scoperta di Gaia e Fulminacci oltre alla mia lady Malika Ayane.

E poi che dire della vittoria dei Maneskin che ha sorpreso tutte le previsioni dopo i primi ascolti di un pezzo molto rock e crudo che sembra aver aperto uno nuovo stile, una nuova strada per Sanremo, sdoganando ogni forma di musica neo-melodica tradizionale, in fin dei conti Gabbani e Mahmood insegnano, chiedere a Fiorella Mannoia e al Il Volo per conferma.

Spero di dedicare nella prossima settimana alcuni post su questo Festival che mai come negli ultimi anno è stato al centro del mio interesse! Grazie Amadeus e Fiorello per questi giorni di felicità che mi avete regalato!

E a voi è piaciuto?

Per me voto 8,5

Buona Domenica! 🙂

Raffaele

(foto tratta dal web)

La vergogna delle mie stanche parole…

Sogno sterile, un violento temporale, foglie di una poesia appena bruciata in questo silenzio assordante… non fare l’offesa. Un passo di lato, alito di Vita, quartieri che rimbombano il tuo nome, scusa ma sono soltanto un uomo sterile che nega la verità cinta di mistero in questa musica leggera, un ricordo colto in flagrante, una felicità delirante, un passante che comprende la nostra pazzia. Corpi nudi sulla spiaggia alla ricerca della litigiosità delle onde… la vergogna delle mie stanche parole… ma ti ringrazio lo stesso per avermi vissuto in questo destino ridotto all’osso, desueto, combattuto dall’acqua priva della sua consistenza uno sguardo, il tuo che prosciuga, annerisce il mio tempo…

Raffaele

Il destino ci ha voluti ora e non in estate…

Hei! -Gli accarezza dolcemente la sua guancia rossa. – So che Ligabue non ti sta molto a genio ma c’è una frase di una sua poesia che mi colpisce ogni qualvolta che la rileggo e credo sia perfetta per suggellare questo nostro primo incontro… Posso dirtela? – Certo, va bene, farò questo enorme sacrificio. Mi devi un favore però eh… – Ride.-  “Un amore che comincia d’Estate si è persa la Primavera ma non la si vedrà mai pensare all’Autunno imminente” Il titolo di questo componimento è “Un amore pronto a sudare” che fa da introduzione, spesso nei suoi concerti, la canzone “Ho perso le parole” la canzone che più suscita in me gioia. E’ bella, sussurra lei, e mi ha fatto molto emozionare se devo essere sincera ma questa nostra storia che sta per nascere sta per sbocciare in pieno inverno… non abbiamo avuto modo di incontrarci prima… a Luglio, Agosto… chessò… il destino ci ha voluti ora… e non in Estate… – Si hai ragione. (Quanto è bella non mi stancherò mai di guardarla, neanche se fosse la fine del mondo) Ma la mia personale interpretazione a questo verso poetico è che l’Amore conosce solo un’unica stagione: l’Estate appunto. E non importa se fuori e all’esterno dei nostri confini fa freddo e dobbiamo coprirci con strati di pensieri a volte superficiali. Ogni amore, nel corso del suo cammino, inizia sempre dalla stagione in cui la Felicità riscopre la sua essenza. E’ in estate che l’amore diventa quella emozione a cui non possiamo sottrarci. E’ in estate che noi sentiamo l’odore inebriante della nostra pelle aspettando il sorgere di nuovo, intenso ed inesplorato giorno. E’ l’estate in cui inizieremo a camminare mano nella mano sentendoci arrivare alle spalle la freschezza del mare, è in estate in cui contempliamo il cielo privo di nuvole facendo le coccole al chiaro di luna che illuminerà i nostri corpi, tempio dell’eternità. Certo non nascondo che ci potranno essere temporali improvvisi ma le lacrime che cadranno saranno nutrimento per l’arcobaleno che verrà… E’ questo il senso profondo, a mio parere, di questa frase del Liga. Perdonami se sono stato un po’ troppo romantico ma è quello penso contemplando la vertigine dei tuoi occhi e… all’improvviso lei lo interrompe bruscamente baciandolo. Il respiro che si blocca come ogni pensiero, un tuffo al cuore… Il sapore delle sue labbra, ecco che cosa è in fondo l’amore…

Raffaele

Soluzioni algebriche.

Soluzioni algebriche. Contorni inequivocabili di pezzi di innaturale voglia dedicata a sprazzi di leale onestà intellettiva. Suggerimento inequivocabile per chiedere permesso di transitare nell’altra suggestione di una salvezza che conosce nuove armonie. Ne zitto, ne buono solo una manciata di umidità intorno a questa lieve mia mancanza di coraggio ora che mi prende fortemente tra le braccia e mi porti lontano da qui su un isola priva di coordinate politiche e pensieri ascetici.

Amarsi oltre il primo piano, oltre l’odore di un clichè lenitivo nella certezza di un volume di sentimenti universitari e deliranti.

“Tutto ciò che mi resta se guardo oltre le nuvole non trovo la ragione, se mi guardo nello specchio vedo te.”

Metabolismo lento, voglia di piangere, segni di lacrime oltre il confine di un proiettile, ondeggiamento di un fiore che cerca la sua intima estate prima che tutto bruci, cuore dalle sembianze di un rettile…

Raffaele