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Leggenda metropolitana

Leggenda metropolitana, sfarzosa vita. Campagna elettorale scontrosa e lamentosa, accentuata a conversazioni lentigginose mentre sorseggio dell’alcol acrilico prima di fumarmi un altro tuo giovane segreto. Stivali da cowboy e giacca da uomo su misura per redimere un opinione tagliente, scaltra, brillante, veicolante che seduca la pulizia sofisticata delle mie eleggibili parole pandemiche. Preambolo di un luogo pulito e poco accogliente per farti scomparire nel sarcasmo di queste facoltose parole. Una impronta, un’ombra sterile per attirarti turista delle mie membra. Stimolante ed e elitaria mia insicurezza di proteggerti a ridosso di un compiacente e gemente gioco di sguardi, ortodossi nello specchiarsi e non decifrarsi di fronte a una rapinata memoria… monogamia di complicanze attraenti…

Raffaele

Poesia

Trovarsi di fronte ad un essere umano, individuare un soggetto per schernire ciò che resta del mio avvenire. In silenzio, sorveglio il tuo debole e deperito ricordo e non lasciarmi solo nemmeno un secondo. Nessun accanimento, questo silenzio non intende disfarsi della sua correttezza senza il tempo di sbiadire, senza il tempo di distarsi, di dislocarsi in zone pericolose. Concepire, di brutalità infantile, una scrittura del destino ora che nella fioritura mistica del tuo seno io mi sento così perso e solo alla ricerca di una nuova strada, un nuovo sentiero disconnesso da percorrere anche per errore. Non correggermi, non affidarmi rancore, saprò proteggermi, non avere fiducia di queste mie prospettiche e solitarie parole. Non cercare di calmarmi, sono un fiume in piena che appena la coscienza placherà le sue onde io diventerò lettore di umanità platonica nell’edulcorare questo amore ancora in disordine tra le tue fiamme io ritornerò ed osserverò ciò che ancora per te non sarò…

Raffaele 1/02/2021

Monologo interiore

Questo è un limite

sensazione astratta

libero

astinenza

vado in scena

monologo interiore

solitario

intimo bacio

il mistero di anni inconfessabili

mettersi al servizio della fanciullezza

canto

recito

e piango

una commedia nostalgica

va in scena

una penna per disegnare

il mio spazio privato…

“Venite, siete i benvenuti”

fluiscono le mie gioie

fluiscono giorni sani

nel cuor latente

un cartellone con scritto

“Oggi comicità seria”

vanno in scena il mio sentimento

realizzato in luoghi

privi di godimento

spirituale

vado in scena

non sono ammesse interruzioni

ne eventuali repliche.

Raffaele

Sono un giovane come voi…

Sono un giovane come voi, anche se mi sto avvicinando sempre di più all’età adulta. Ho ancora tanti sogni da far risplendere. Ho ancora un cuore con cui oliare per bene i suoi intricati meccanismi. Ho ancora sete e voglia di Vita, anche se a volte il mio pensiero tende ad esplorare sentimenti tortuosi e disconnessi. Sono un giovane come voi e capisco che questo brutto periodo in parte vi sta togliendo energia e voglia di vivere, ma dobbiamo alimentare questa piccola fiammella che c’è in fondo al tunnel. Ora vediamo tutto nero. Nessun colore con cui rispecchiare il nostro amore e la nostra innocenza. Ma è tempo di credere in un tempo migliore. Bisogna avere ancora un pò di pazienza prima di uscire da questo incubo. Non dobbiamo abituarci a questa stanchezza che rende sempre di più sottile e trasparente la nostra anima. Ci mancano tante case certo ma manca ancora poco, dobbiamo ancora fidarci e nutrire rispetto al nostro destino. A me mancano le cose che prima ritenevo quasi banali come un abbraccio a un amico, un uscita la sera in piazza oppure una partita di calcetto il giovedì sera. Lo so che il tempo a volte sembra essersi fermato, impantanato in qualche sabbie mobili dell’indifferenza. Ma dobbiamo sapere perdonare questi anni che sembrano sfuggirci tra le dita, perdonare questo distacco netto con il mondo, una umanità che sembra avere perso il suo volto e le sembianze di un tramonto estivo. Da un anno stiamo correndo questa maratona senza una preparazione fisica adeguata, a volte andiamo avanti con la forza della disperazione, andiamo avanti pensando al passato dove i nostri nonni hanno conosciuto davvero la fame e la miseria, ora essa si cela di nascosto fin dentro un nostro sentimento. Stiamo attenti a non diventare poveri di spirito ma serve fedeli di una unica e grande Gioia. Mancano pochi chilometri. Il traguardo è vicino. Sentiamo il giubilo delle persone al nostro arrivo… niente più tornerà come prima, scanseremo via i nostri forse e ogni dubbio che ci ha attanagliato la sera davanti a un thè caldo o mentre tristi guardavamo la nostra vita dalla finestra mentre scendeva la sera sulla nostra felicità, la sentiremo più originale che mai… abbiamo fede e fiducia… dai cavolo, resistiamo ancora un pò! Riscoprire il calore dell’attesa, riscoprire il soffice profumo della libertà, riscoprirci ancora giovani in cammino, riscoprirci artigiani dei nostri sogni, costruttori di pace… non facciamo cavolate proprio ora… rovineremo il sacrificio dell’umanità…

Raffaele

Anche fragile…

“Tienimi su quando sto per cadere, tu siediti qui parlami ancora se non ho parole io non te lo chiedo mai ma portami al mare, a ballare non ti fidare sai, quando ti dico che va tutto bene così e perdonami sono forte si ma poi sono anche fragile. Non serve a niente di particolare solo tornare a pensare che tutto è bello e speciale non si dice mai ma voglio impegnarmi e salvare un pezzo di cuore, io non vivo senza sogni e tu sai che è così e perdonami se sono forte si ma poi sono anche fragile…”

Elisa, Anche Fragile, Diari Aperti