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Resistere- La Rappresentante di Lista

Con le mie mani ho toccato la fine
Senza sapere chi c’era con me
Ho attraversato tutte le mie paure
E poi ho commesso gli stessi sbagli
Non sono più riuscita a dire quello che pensavo
Non sono più riuscita a fare quello che ti ho detto
A ricordare il male che ho provato
A confessare quello che sognavo
Non riesco a leggere quello che avevo scritto
Mmh, non so più ripetere le cose che ho imparato
Sarà per sempre come la prima volta
Voglio raccontarti il mio strano sogno
Eravate in tanti, eravamo in tanti
Tutti lì

Voglio provare ad esistere
La mia natura è resistere
E non mi importa di perdere
Quello che mi serve adesso è vivere

Confrontarmi con la società non mi spaventa
Essenza senza limite
La meraviglia dei miei occhi non si sgretolerà
Mi accarezzerei e mi farei a pezzi
Ancora queste mani non riescono a credere
L’immensità dei cieli azzurri
Senza la paura di cadere, di sbagliare
Senza limiti, senza regole
No, no, no, no, no, no

Voglio provare ad esistere
La mia natura è resistere
E non mi importa di perdere
Quello che mi serve adesso è vivere

Padre, mi hai detto: “Proteggi tua madre”
Ma chi rimane a proteggere me?
E mi sentivo colpevole
Tutte quelle volte che ero debole
Vita mia incantevole
Scaccia via le mie paure
E non mi importa di perdere
Quello che mi serve adesso è vivere

Non fare la non violenza
Non fare la non violenza
Non fare la non violenza
Non fare la non violenza
Non fare la non violenza
Non fare la non violenza
Non fare la non violenza
Non fare la non violenza

Non vorrei che questa storia si scrivesse da sola
E penso a quando smetteremo anche di piangere
Cosa vuoi che ti dica?
Sono a pezzi ma vado avanti
Ti prego non pensare mai che puoi bastare a te stessa, a te stesso
Io mi sono persa nel bosco lasciandomi alle spalle I rumori che inquina
Ricordo solo che qualcuno diceva
“Domani sarà un giorno da ricordare, non da dimenticare”

Voglio provare ad esistere
La mia natura è resistere
E non mi importa di perdere
Quello che mi serve adesso è vivere

Non mi resta che piangere

Non mi resta che piangere… parafrasando il titolo di un noto film di Massimo Troisi , il mio attore comico preferito.

Non mi resta che piangere nel vento polveroso dei miei anni lunari che mi hanno lasciato un peso suadente che nemmeno la leggerezza della mia anima pellegrina sa evadere nel silenzio, un orchestrale ballo, di petali di ginepro.

Non mi resta che piangere nella speranza che la mia anima insegua una illusione nel tormento di ore braccate dalla nebbia e viaggiare solitario tra le onde dei miei colori rappresi, secchi dal sole e inamidati nel volo gonfio di tempesta di una farfalla appena nata e che tra dolci semi di uva e antiche suppliche mi congeda nell’intreccio venoso di un sorriso.

Non mi resta che piangere tra treni che non hanno una loro certa partenza e tramonti nel segreto della sera, giungo da Oriente, ramificazioni di un battito dormiente, ragno solitario che con pazienza ricama la sua tela con la propria pelle che profuma ancora di ciliegio, vento, privilegio della primavera…

Raffaele

Il destino ci ha voluti ora e non in estate…

Hei! -Gli accarezza dolcemente la sua guancia rossa. – So che Ligabue non ti sta molto a genio ma c’è una frase di una sua poesia che mi colpisce ogni qualvolta che la rileggo e credo sia perfetta per suggellare questo nostro primo incontro… Posso dirtela? – Certo, va bene, farò questo enorme sacrificio. Mi devi un favore però eh… – Ride.-  “Un amore che comincia d’Estate si è persa la Primavera ma non la si vedrà mai pensare all’Autunno imminente” Il titolo di questo componimento è “Un amore pronto a sudare” che fa da introduzione, spesso nei suoi concerti, la canzone “Ho perso le parole” la canzone che più suscita in me gioia. E’ bella, sussurra lei, e mi ha fatto molto emozionare se devo essere sincera ma questa nostra storia che sta per nascere sta per sbocciare in pieno inverno… non abbiamo avuto modo di incontrarci prima… a Luglio, Agosto… chessò… il destino ci ha voluti ora… e non in Estate… – Si hai ragione. (Quanto è bella non mi stancherò mai di guardarla, neanche se fosse la fine del mondo) Ma la mia personale interpretazione a questo verso poetico è che l’Amore conosce solo un’unica stagione: l’Estate appunto. E non importa se fuori e all’esterno dei nostri confini fa freddo e dobbiamo coprirci con strati di pensieri a volte superficiali. Ogni amore, nel corso del suo cammino, inizia sempre dalla stagione in cui la Felicità riscopre la sua essenza. E’ in estate che l’amore diventa quella emozione a cui non possiamo sottrarci. E’ in estate che noi sentiamo l’odore inebriante della nostra pelle aspettando il sorgere di nuovo, intenso ed inesplorato giorno. E’ l’estate in cui inizieremo a camminare mano nella mano sentendoci arrivare alle spalle la freschezza del mare, è in estate in cui contempliamo il cielo privo di nuvole facendo le coccole al chiaro di luna che illuminerà i nostri corpi, tempio dell’eternità. Certo non nascondo che ci potranno essere temporali improvvisi ma le lacrime che cadranno saranno nutrimento per l’arcobaleno che verrà… E’ questo il senso profondo, a mio parere, di questa frase del Liga. Perdonami se sono stato un po’ troppo romantico ma è quello penso contemplando la vertigine dei tuoi occhi e… all’improvviso lei lo interrompe bruscamente baciandolo. Il respiro che si blocca come ogni pensiero, un tuffo al cuore… Il sapore delle sue labbra, ecco che cosa è in fondo l’amore…

Raffaele

Soluzioni algebriche.

Soluzioni algebriche. Contorni inequivocabili di pezzi di innaturale voglia dedicata a sprazzi di leale onestà intellettiva. Suggerimento inequivocabile per chiedere permesso di transitare nell’altra suggestione di una salvezza che conosce nuove armonie. Ne zitto, ne buono solo una manciata di umidità intorno a questa lieve mia mancanza di coraggio ora che mi prende fortemente tra le braccia e mi porti lontano da qui su un isola priva di coordinate politiche e pensieri ascetici.

Amarsi oltre il primo piano, oltre l’odore di un clichè lenitivo nella certezza di un volume di sentimenti universitari e deliranti.

“Tutto ciò che mi resta se guardo oltre le nuvole non trovo la ragione, se mi guardo nello specchio vedo te.”

Metabolismo lento, voglia di piangere, segni di lacrime oltre il confine di un proiettile, ondeggiamento di un fiore che cerca la sua intima estate prima che tutto bruci, cuore dalle sembianze di un rettile…

Raffaele

Leggenda metropolitana

Leggenda metropolitana, sfarzosa vita. Campagna elettorale scontrosa e lamentosa, accentuata a conversazioni lentigginose mentre sorseggio dell’alcol acrilico prima di fumarmi un altro tuo giovane segreto. Stivali da cowboy e giacca da uomo su misura per redimere un opinione tagliente, scaltra, brillante, veicolante che seduca la pulizia sofisticata delle mie eleggibili parole pandemiche. Preambolo di un luogo pulito e poco accogliente per farti scomparire nel sarcasmo di queste facoltose parole. Una impronta, un’ombra sterile per attirarti turista delle mie membra. Stimolante ed e elitaria mia insicurezza di proteggerti a ridosso di un compiacente e gemente gioco di sguardi, ortodossi nello specchiarsi e non decifrarsi di fronte a una rapinata memoria… monogamia di complicanze attraenti…

Raffaele