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Cara Inter… così non si fa!!!!

Cara Inter… così non si fa… svendere i migliori gioielli del settore giovanile pur di ottenere quelle plusvalenze e rientrare nei cannoni del fair-play finanziario… L’Inter ha la fortuna di avere uno dei più importanti e floridi settori giovanili di Italia, insieme all’Atalanta… e negli ultimi anni ho seguito molto la Primavera di Stefano Vecchi e sono deluso che NESSUN talento è riuscito ad avere una chance in prima squadra… e adesso li usiamo come contropartite per acquistare giocatori già affermati, si è vero, ma non organizzando minimamente il futuro. E’ vero che solo “Uno su mille c’è la fa” ma sono stufo e triste nel vedere la mia squadra del cuore che spende tantissimi giocatori che poi si sono rivelati un fiasco a parte Gagliardini e Skriniar. E non dico di puntare su tutto il vivaio neroazzuro è giusto comprare qualche campione ma usare, ripeto, e svendere i nostri campioni solo per non sacrificare un giocatore della rosa e aggiustare i conti in tasca questo mi fa adirare. Il diritto di “recompra” è si un modo per tutelarsi su un giovane che potrebbe diventare una stella nel futuro ma perchè spendere poi di nuovi soldi quando uno o due anni questo ragazzo era un giocatore dell’Inter? Zaniolo per esempio non l’avrei mai messo come contro partita per arrivare A Naingollan quando tu, società avevi puntato di Zaniolo la scorsa stagione, diventando poi un trascinatore dello scudetto della “Primavera”….

Bisogna trovare un modo e sono pagati per fare ciò nel trovare acquirenti per i vari giocatori che hanno deluso in fatti di prestazioni sportivi nella stagione appena conclusasi e solo così risistemare il proprio tornaconto… ammettere i propri errori non è peccato!

Io rimango molto dubbioso delle scelte della società della Mia squadra… spero di avere torto nel proseguo…

Cara Inter pensa al Futuro perchè altrimenti diventeremo più poveri di quanto non lo siamo già ora!

Perdonatemi lo sfogo! 😀

Raffaele

Viaaaa! :)

foto tratta dal web
foto tratta dal web

 

Pronti, partenza… Via! 85esima edizione del campionato di seria A che scatta questo pomeriggio con l’anticipo delle ore 18 Verona-Roma. Sulla carta, si vocifera che sarà uno dei campionati più equilibrati degli ultimi anni. Ma dalle parole ai fatti il passo è leggermente lungo. 20 squadre, ognuno con il suo “scudetto” da conquistare sul campo. 38 giornate, 38 domeniche da gioire o maledire nel salotto di casa davanti alla nostra amica tv. Roma, Milan, Inter, Napoli, Lazio e la giovane Fiorentina unite per contrastare l’egemonia della “Vecchia Signora”, la Juventus di Massimiliano Allegri. In palio il 112esimo titolo. Un campionato aperto alle sorprese e ad ogni prospettiva. 4-3-3, 4-3-1-2, 4-2-3-1, sono i moduli che principalmente faranno da sfondo ad un calcio sempre più offensivo anche per sopperire al deficit tecnico con le big d’Europa. E finalmente, aggiungo. Vedremo molti gol e calcio “champagne”? Io aspetterei ancor un po’ prima di brindare. Certo la Roma e il Milan e la Juventus hanno rifatto il loro look in avanti ma si sa che la Seria A  la vinci se hai una difesa solida e rocciosa. Puoi fare anche 60 gol ma se ne prendi 61 non è detto che lo vinci questo campionato. Punti di vista. Vorrei tanto che questo campionato, sia ripulito dalle scorie degli altri anni passati. Mai più casi Parma, mai più partite truccate , scandali, violenze sugli spalti. Riforme istituzionali concrete che riformino il nostro sistema calcio al più presto, stadi da rimodernare, settori giovani da valorizzare. C’è dell’altro? Si. Il nostro pallone è ancora influenzato ma è ancora voglioso di camminare e rotolare felice su di un semplice campo verde, verde come la speranza di guarire definitivamente.

Quest’anno seguirò la seria A e il calcio in generale in maniera più “soft”, leggera e spensierata. Seguirò e tiferò per il Carpi e il Frosinone, “cenerentole” che devono essere trattate con rispetto e fedeltà. Il palcoscenico della serie A è anche per loro, e sono convinto che faranno brillare fino all’ultima giornata i loro colori e la loro incantevole favola.

 

 

Cara Inter

Il video postato si riferisce alla festa del Centenario della mia Inter a San Siro. Gianfelice Facchetti, figlio di Giacinto, recita una bellissima poesia dedicata a Lei.

“Se ti scrivo solo adesso… un motivo ci sarà…”

Cara mia dolce e indimenticabile Internazionale Football Club o più semplicemente Inter, fino a due ore fa nella mio cuore circolava l’idea di scriverti una lettera di addio. Stanco e illuso dagli ultimi quattro anni non da protagonisti, mangiando i resti di una cena del grande calcio che, per il momento non ci vede dignitosi ospiti. Dove è finita la mia Inter che mi faceva vivere momenti gloriosi e irripetibili, che mi faceva vivere mille sofferenze per poi regalarmi grandi emozioni? La storia, è fatta di cicli. Certo. Ma francamente non vedo un orizzonte sereno per te, chissà cosa pensa ora l’avvocato Prisco. Investimenti sbagliati, mancanza di una seria programmazione, scelta poco azzeccata di allenatori e giocatori. L’Inter del “Triplete” è solo un ricordo, e sono passati solo 5 anni, non un secolo. In questo periodo hai subito dolorose agonie, una classifica e risultati poco consoni al tuo prestigio ed per ora le ferite ti fanno ancora male. Ferita aperta come quella, per noi interisti, l’addio di Moratti, la fine di era, il cerchio che si chiude.

Ho sempre amato ed amerò la tua maglia e i tuoi colori: nero e azzurro. Ho sempre amato la sua storia e i giocatori: Virgilio Fossati, Giuseppe Meazza, Giacinto Facchetti… unici e indimenticabili. 107 anni e sei sempre più bella, giovane e orgogliosa. Sorrisi, lacrime di gioia versate per te. La mia fede l’ho ereditata da mio padre che ha vissuto i tuoi momenti magici degli anni 60. La grande Inter del “Mago” Helenio Herrera, quella de “Sarti, Burgnich, Facchetti…”. Non ho ti mai lasciata sola, nella “buona e nella cattiva sorte”.

C’ero, ero presente quando alzassi al cielo la Coppa Uefa nella notte di Parigi del 1998. C’ero ed ero presente nelle disfatte nei derby contro i nostri cugini del Milan, c’ero nelle notte sfortunate della Champions. C’ero ed ero presente alla festa del primo scudetto targato Mancini dopo 17 anni di attesa, c’ero ed ero presente con il cuore alla notte del Bernabeu. C’ero e ci sarò sempre nel corso della tua glorioso vita. Non posso voltarti le spalle in questo periodo difficile, un vero tifoso non si comporta da codardo. Non posso oscurare una stella nata nel lontano 1908 e che non smetterà mai di brillare, lassù nel firmamento.

“La sofferenza fa parte del DNA di un tifoso interista.” Certo il mio cuore ne soffre, non puoi fare un’eccezione!  Qualificazione alla Champions League quest’anno no eh??? 😀

 

“…Con i colori

 del cielo e della notte

infinito amore

eterna

squadra

mia!”

I love this game…

Ok, mi mancano le arti marziali, il golf, e l’ippica e con le mie passioni (piccole a volte) sportive ho terminato. Ovvio, è solo una battuta, però io amo lo sport, tutto lo sport a 360 gradi, ad ogni “latitudine” ci sono i miei occhi incuriositi di fronte ad una nuova disciplina. Dedicherò un post appropriato su questa mia voglia di sport… con tutte le idee che mi ballano per la testa campo con il blog fino a Natale!

foto tratta dal web
foto tratta dal web

Mondiali di nuoto 2015 in Kazan la Pallanuoto ha fatto breccia nel mio cuore di adoratore del dio Sport. Sia per la disciplina femminile che quella maschile. Ho seguito tutte le partite del Setterosa e del Settebello fino, purtroppo alle semifinali, dove il loro comune cammino verso l’oro, verso la conquista della finale, si è interrotto a braccetto. Peccato! Ogni volta che ci sono i mondiali di nuoto guardo con interesse questa disciplina insieme al nuoto di fondo. Ma quest’anno l’ho voluto seguire con quell’enfasi che risiede nell’animo di un vero di tifoso in canotta. Pochi giorni fa sono andato su internet e ho letto con molto interesse il regolamento federale della pallanuoto. Un conto è guardare una partita di pallanuoto con l’interesse di un ateo verso una nuova fede e un conto è guardarlo con l’interesse ben istruito e minimamente acculturato. Le espulsioni temporanee, i falli semplici… io da portiere di calcio, tifo per i miei colleghi acquatici… suona bene la mia definizione “portieri acquatici”. Invidio di loro, la loro esplosività, la loro forza fisica nel compiere gesti atletici quasi simili al mio sport. Il pallone che schizza sull’acqua un attimo prima della presa, il tiro all’angolino da sventare con le unghie dell’avversario. E’ tutto molto bello… mi piace anche perché è uno sport molto fisico… stile rugby… certe mazzate sott’acqua per conquistarsi una posizione favore. Io con il fisico che mi ritrovo più che il portiere potrei fare il centro-boa… e chi mi affossa a me?!?! Ahahahah

foto tratta dal web
foto tratta dal web

La pallanuoto è uno sport pulito e sano, non credo di aver mai sentito problematiche stile doping e scommesse illecite. In Italia è ancora uno “sport minore” nonostante le nostre nazionali ci riempiono quasi sempre nelle competizioni continentali e mondiali il palmares di medaglie e imprese varie. Da quest’anno dovrei seguire questo sport di più alla tv… oddio non è che vi è molta visibilità… però sempre poco che niente. Magari diventare un tifoso di una squadra sia del campionato maschile che quello femminile… Perché nò… ogni maledetta domenica a tifare Inter, Chelsea, Lecce, Fortitudo Bologna, Brindisi, Piacenza… vi sembrò un tantino esagerato?!

I love this game…