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Mi blocco…

foto tratta dal web
Eh si… mi sta capitando spesso che parto in quarta nel leggere un bel libro, un opera letteraria da me scelta con tanto entusiasmo, leggo, leggo, leggo, consumo pagine e chilometri di parole poi all’improvviso quando scorgo d’innanzi a me l’orizzonte del finale, rallento improvvisamente, senza un apparente motivo. E le successive e finali pagine del libro le vivo con sofferenza e un pizzico di paura, vanificando tutto il bellissimo viaggio di pensieri ed emozioni che ho vissuto insieme all’opera quasi terminata. A volte vorrei che quest’ultima fosse infinita, senza una logica o una legge severa… ho il timore che il finale non risulti soave per i miei pensieri, di rimanere deluso come un amore che all’improvviso si spegne sul più bello. Non sempre accade, per fortuna, ma a volte rimango pomeriggi interi a riflettere e a ponderare sul perchè di una storia d’amore o d’avventura che non doveva finire così. A volte rileggo le ultime pagine… mai sia non ho capito bene… vengo coinvolto davvero all’interno di una trama, un pò come un attore nell’interpretare in maniera più veritiera e umana un determinato personaggio. E a volte, questo mio rallentamento produce pause, di giorni, momenti in cui lascio a decantare il libro sulla mia scrivania. Raramente sono riuscito a terminare una lettura nel giro di pochi giorni e molto spesso ho dilatato il tempo dell’attesa nel conoscere il finale per parecchio tempo… Alcune volte, tendo ad immaginarmi dei finali inusuali e troppo fantasiosi, fuori dalla realtà… “no non può finire così” o a volte dopo interi e terminabili capitoli “già tutto qui?”…
Abolirei i finali e lascerei tutto in eterno!

Buona Vita!

Buona Pasqua a tutti! 🙂

Raffaele 😀

Pausa

foto tratta dal web
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Mi capita spesso, se non eternamente che al compimento della lettura di un libro, segue una forzata e violenta pausa o “stacco emotivo” prima di iniziare a leggere una nuova opera letteraria. Non so darmi una spiegazione plausibile. Per esempio, ho appena finito di leggere “Ogni mattina a Jenin” meraviglioso libro di Susan Abulhawa, stile “Cacciatore di aquiloni” (scusate se uso questo genere di paragoni, ma la descrizione di una storia o di un libro non è il mio forte 😀 ), ho provato nei giorni successivi a riprendere la lettura di un libro lasciato a metà: “I pilastri della terra” di Ken Follett, ma non sono riuscito neppure a leggere una, ma dico una, sola pagina. Ci sono quelle due fatidiche 2 barra 3 settimane prima che mi lascio trasportare da una nuova storia. Forse sono riuscito, così, a darmi una flebile risposta: questa riposo forzato è dovuto in parte ad una pausa emotiva che la mia mente mi pone quasi a livello fisiologico, per riprendere fiato, prima di donarmi con tutto me stesso ad un’altra avventura letteraria. Eh si, sono uno che si dona completamente al libro, quello che ti prende, ti fa appassionare, che ti rende artefice e vero protagonista della trama. Specie con i libri di Faletti e quindi sul genere Noir sono rimasto giorni a contemplare il finale e a riflettere sulle meraviglie, sui miracoli a livello di scrittura dell’autore. Una volta che ho finito questa avventura, accantono delicatamente il libro nella libreria, raramente cercherò di rileggerlo, un pò come una vecchia storia d’amore che non può ritornare di moda… eh adesso aspettiamo, facciamoci questa sana pausa!!!!

Buongiornooo 🙂

Raffaele