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Ragionamento

A volte non riesco a comprendere lo smarrimento delle persone quando leggono i miei pensieri un pò, tra virgolette, tristi.

Non mi vergogno ad essere ed a professare la mia tristezza vista quasi come un sentimento da cui tenersi lontani. Invece no. Per me le lacrime fanno parte in maniera lineare e solare del mio destino. A volte ne ho bisogno quasi come fonte di depurazione dell’animo…

“E’ troppo facile essere felici quando si è felici…”

A volte la felicità produce in me un senso di smarrimento, una contrattura muscolare del mio cuore che vive in apnea per lunghi tratti rincorrendo in maniera ostinata quella luce in fondo ad un tramonto ormai troppo dipinto dalla mia fantasia.

La tristezza mi spinge ad essere più me stesso. A guardarmi nel profondo senza pregiudizi o retorica. La Felicità mi spinge, in certe occasione, di scavare un sorriso magari poco aristocratico per quell’effimero attimo di vita.

Abbiamo bisogno di essere felici come abbiamo bisogno di essere tristi… il lento scorrere della nostra esistenza. Mi trovo in imbarazzo quando provo a spalancare le porte della mia gioia quando non sarei pronto nemmeno per confessare i miei peccati dopo un sentimento tradotto male.

Non dobbiamo essere felici per forza. La Felicità non è una dittatura. E’ un gesto di liberta come la tristezza. Esistono giornate di sole e giornate uggiose e anche ogni lacrima può essere feconda per rinascere e progredire in un nuovo respiro.

Non vuole essere un pensiero, il mio che va contro-corrente o che tenda a stabilire un nuovo percorso educativo della coscienza. E’ solo un invito a riflettere che anche la tristezza può farci bene se vista non in una dimensione di stile inquisizione medioevale.

Non giudicate chi è triste o chi anche per un solo minuto della propria esistenza vuole esserlo.

Raffaele

Lacrime

“Chiodi di garofano per profumare questa notte nera che come l’inchiostro non vedrà mai impresso il tuo nome lungo l’attesa del lieto annuncio. Distratto, contratto, poco affabile. Nascondo sotto il tappeto la tua bellezza per non morire già di primo mattino, per non giocare più come una volta a nascondino tra i tiepidi anfratti di questa disinvolta memoria. Perentoria musicalità. Conservo il mio animo tra i petali vibranti del tuoi occhi. Mi nascondo sotto il letto per non vederti sepolta tra le mie lacrime, per non vederti pubblicata tra le pagine di un destino che ha perso il suo tatto, la sua eleganza di essere galantuomo dentro questa stanza appena imbiancata chiamata cuore.”

Raffaele

(immagine tratta dal web)

Scusatemi

foto tratta dal web

 

Scusatemi di tutta questa poca allegria negli ultimi post ma è un periodo un pò così… fatto di tante rinunce… anche le più banali e frivole come non giocare più a calcio con i miei amici o non fare più l’animatore all’oratorio, evitare di uscire con gli amici ecc… insomma… di non sentirmi vivo! Di rinunciare a tutto ma senza guadagnare niente… nella mia più assolata pigrizia!

Chiusura totale della anima, fortificata da grossi muri di promesse non mantenute e illusioni ponderate…

Lavori in corso! eh si solo toccando il fondo che si riemerge più forti di prima! Almeno così si dice… in teoria! Per un pò farò parlare il mio silenzio e l’eco di una ostinata malinconia perchè se deludi i tuoi cari o i tuoi amici è opportuno farsi un esame di coscienza… per capire quanto sano pensiero mi rimane per la mia giovinezza che mi sta lasciando… Non credevo che diventare grandi fosse così dura!

Il mio umore va e viene proprio come l’oscillazione di un pendolo, del ritmo del mio tempo che ha perso il suo passo…

E’ troppo facile pubblicare post dove tutto va bene e tutto è perfetto… ma il mio blog deve per forza “farvi vivere del mio pensiero” anche quando il mio mondo conosce i lati oscuri della Luna… Vorrei ma non posso rendermi unico di fronte alla realtà che tutto mi ha dato ma che non ha ricevuto da me nulla in cambio… debitore del bene a me con fiducia regalata!

Perchè la felicità è la cosa più bella che esista… ed io ne sarò sempre convinto e lotterò per questo…

Dai cercherò di rendere prossimamente i miei post più allegri e spensierati! 😛

Ritornerò il comico di prima… lo prometto sull’Inter! oddio 😛

Buona Vita a me, Raffaele

Pensiero

Credo di essere fatto per il 60% di malinconia, il 30% di simpatia e il restante 10% di lunatiche emozioni… Ecco il mio puzzle della mia anima. Il pensiero che feconda un dolore e una lacrima ricopre più giorni rispetto al pensiero che si intenerisce di fronte ad un alba che colora il più vivace giorno primaverile… E’ nella mia natura rimanere in silenzio ad osservare il silenzio stesso, a dimenticarmi di me stesso e lasciare che il fato mi giudichi le mie corrosive lacrime blu… E’ nella mia indole provare ad afferrare un sorriso e donarlo a chi ne ha più bisogno, a chi si tiene più stretta la propria vita con tutto il calore che gli rimane ed io che ancora aspetto l’effetto che fa come fosse un farmaco scaduto … “amare gli altri per amare me stesso” è un’acuta osservazione che nel mio mondo diventa ossimoro, congettura amplificata tenendo in mano una croce o osservando il cielo o litigando aspramente con il mio tempo… tutto è relativo se tutto non è intensamente vissuto con il fardello di una lunga ipocrisia…

Raffaele

A tratti mi vergogno

Il brutto tempo che sembrava non dover farci giocare la semifinale del nostro campionato. Il pulmino che ci da buca trenta minuti dalla partenza fissata per le 17, ed io che pur di non lasciare un mio ragazzo a casa metto a disposizione la mia scassata macchinina e farci 30 chilometri per arrivare nel luogo della partita. Io che per la fretta mi dimentico il mio cronometro e la borsa medica. La partita che si svolge subito dopo appena 10 minuti di riscaldamento della mia squadra. Noi che sbagliamo 3 gol a porta vuota, loro che ci fanno 3 gol sui nostri soliti svarioni difensivi. Noi che giochiamo e che dominiamo l’incontro con possesso e due tocchi e giochi sulle fasce e loro che approfittano, rapaci, della nostra debolezza difensiva, specie per l’infortunio del mio difensore titolare al termine del primo tempo dopo un rude contrasto di gioco. Noi che segniamo all’ultimo minuto ma che ci svegliamo troppo tardi… la finale è svanita… adesso la finalina, che conta poco se non nulla e a cui darò spazio a chi ha giocato meno. Ed io che non la prendo bene… mi brucia e mi rosica questa sconfitta. La sconfitta più amara da digerire. Avevo una squadrone e per svariati motivi è tutto ora relativo. La vittoria è l’aver creato un gruppo e una piccola famiglia, quello si… a volte, ahimè mi dimentico che siamo solo in un contesto di oratorio e come ieri il mio assistente mi ha ammonito… “ti puoi arrabbiare quanto vuoi ma alla fine ricordati sempre che sono solo ragazzi…” e li che come allenatore ho fallito. Ho anteposto il mio interesse esclusivo al risultato che alla felicità dei miei ragazzi. Li ho gridati e forse li ho offesi, li dovevo incoraggiare ma non l’ho fatto anteponendo i miei sacrifici ai loro che comunque hanno una vita più impegnata della mia. Essere consapevole del mio limite raggiunto, che forse non sono più tagliato per fare l’educatore… forse potrebbe non essere un ulteriore mia sconfitta…

Black-out