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Scusami Amico

 

Scusami Amico se stasera non sono qui con Te. Ingiustificato assente. Ti do del Tu, sempre se lo desideri, visto che ci conosciamo da più di vent’anni. Sono ora alle porte della Tua Casa, ma non entro, non voglio disturbare. Sono qui in piedi, nella penombra di una sera d’inverno e aspetto, aspetto il mio lento e indecifrabile calvario, fatto di promesse non mantenute e bugie, tante bugie. Sai, da piccolino, i grandi mi dicevano se un bambino, io ad esempio, diceva una menzogna oltre ad allungarmi il naso come Pinocchio altre spine mettevo di proposito al già martoriato corpo di Tuo Figlio. Scusami, perdonami, se oggi non accetto la Tua Verità, se il mio cuore in questa Santa Domenica ha preso altre strade con il rischio di Ritrovarti solo alla fine del mio viaggio. La mia anima ha smesso di sanguinare, la mia anima è come assopita, incredula di fronte al tuo mistero, vuota nella sua complessità. Non sono più io, quello che ti ricordavi, quello che si metteva la sua luccicante tunica e serviva messa la mattina o che faceva la questua o leggeva la Tua Parola in mezzo alla folla di bambini. Questa sera ho deciso di non essere me stesso, per vedere l’effetto che fa. Lo so, sono stupido e codardo ma come diceva Liga: “la verità è una scelta”. Stasera ho smesso di esserci. A volte ho profanato il tuo nome e ti chiederò perdono con tutto ciò che mi rimane di bontà e umiltà per mezzo di un prete. Non c’è l’ho con Te , per lo più con il mondo che gira troppo veloce, con la mia vulnerabilità pietrificata di fronte agli avvenimenti accaduti, scesi come fulmini lungo la mia sequela. Non sto “scioperando”, non voglio fare il bambino “viziato”, che non vuole fare i compiti, ma ho la forte esigenza di fermarmi e pensare. Fermo immobile come una statua. Mi è rimasto solo un granello di Fede, un piccolo semino da far fruttificare con la Tua Luce. Ah si quella che ad un tratto è svanita nella mia articolata vita. Invano sto provando, credimi, alla ricerca di “splendidi soli”. Eppure io ci stavo bene abbracciato dal suo calore. Molte volte, caro Amico mi hai dato una coperta per coprirmi dal gelo e dal vento di tante ipocrisie, mi hai dato da mangiare quando avevo fame di povertà interiore, mi hai dato ospitalità per pregare al sicuro e in silenzio. Scusami se a volte litigo con Te per futili motivi o richiamo la tua attenzione per sciocchezze mentre Tu hai il tuo bel da fare, specie in questi momenti, in cui l’umanità sempre aver preso le porte dell’Inferno. Nella vita ho elogiato la Tua pace ma ho finito nel procurare nenie. Mi sono chiuso dentro una stanza da letto e ho interrotto, spezzato, tagliato con una lama finissima ogni tipo di legame, con il passato, presente, futuro ; relazioni umane e non. Ho preso un lettore musicale, ho messo le cuffiette ed ho iniziato, una mattina, ad ascoltare e fare mie canzoni senza ritornelli e sana melodia .Ad alto volume. Ho rischiato e rischio di diventare sordo se non sento o sentirò la Tua Voce. Ognuno di noi deve essere il riflesso della Tua bellezza. Stasera non lo sono, scusami ancora, buona serata. Arrivederci.