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Mister Lunatico 2018

  1.  Stasera mi vedrò alla tv questo bel film, questa partita, questa bella opera teatrale, godendomela tutta dal primo all’ultimo istante… dopo venti minuti mi cala il sonno e spengo tutto sperando in qualche replica il giorno dopo nel pomeriggio;
  2. No Raffaele a pomeriggio niente più pennichella pomeridiana, studio, leggo, scrivo non posso passare la mia giovinezza a dormire… mollo tutto e dormo tre ore con mio padre che mi da del disperso;
  3. Organizzo e mi impegno a organizzare da solo le serate con gli amici, poi entra il gioco in maniera inaspettata il “nun me coddha!” e spero che la serata non si faccia più… dalla gioia al torpore in due secondi!
  4. No quest’anno non posso allenare la squadra di calcetto all’oratorio… va bè dai vengo per un allenamento giusto per tenermi in forma… no mi dispiace… vengo ogni tanto a fare da supplente se il mister manca… il concorso è stato rinviato posso venire per tutto dicembre però poi finisco… va bè dai credo di essere ben preparato per il concorso potrei venire qualche volta a gennaio giusto per… alla fine divento l’allenatore della squadra e ci faccio pure il campionato con loro;
  5. Ok Raffaele domani sveglia presto, devo studiare… facciamo 7? Ok dai, facciamo 7.30? facciamo 8 e non ne parliamo più… fu così che mi svegliai alle 10;
  6. Che bel libro quasi quasi lo inizio a leggere! dopo il primo capitolo letto tutto di un fiato una serata molto ispirata… dopo un mese è ancora li che prende la polvere;
  7. Ok Raffaele domani inizio a correre, ho comprato pure le scarpe di running… stanno ancora li nella loro scatola che puzzano di nuovo… comprate in estate, sopravvivranno a questo inverno;

 

foto tratta dal web

Raffaele

Stile…

essere Lunatici è uno stile che solo in pochi possono vantare… allora io sono very styloso! 😛

Che mi sveglio la mattina adagiando prima il piede destro o il piede sinistro o tutti e due, se mi alzo dalla parte destra o sinistra del letto, se non mi lavo la faccia quando vado in bagno e non saluto i miei a colazione… se il primo segnale di vita è a pomeriggio dopo il terzo caffè della giornata… allora si, sono leggermente lunatico!

Se ci sono mattina in cui mi sveglio alle 6… che neanche ai tempi della maturità si avverava un evento di portata mondiale… con la convinzione di dare un senso alla mia giornata; se ci sono mattine in cui mi sveglio alle 10… che neanche da……………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………….……………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………….. dai tempi della maturità, con la convinzione che domani o dopo domani o fra una settimana o fra mese o fra un anno è la giornata per dare un senso alla mia vita… allora si, sono leggermente lunatico!

Se ci sono giornate che vorrei fare tanta, ma tanta attività: corsa o partita di calcetto o camminata veloce al circuito; se ci sono giornate in cui chiedo al mio cane di prendere il suo guinzaglio e andare a spasso da solo… tanto la strada da fare la conosce già… allora si, sono leggermente lunatico!

Se ci sono momenti in cui vorrei mettermi di impegno a imparare le lingue: inglese, francese e spagnolo… giusto per non prendere per fessa il mio curriculum ma a malapena mi metto di impegno per non sbagliare il congiuntivo e mando tutto a quel paese e parlo solo dialetto nei miei attimi folli… allora si, sono leggermente lunatico!

Se ci sono serate in cui prima di uscire con gli amici sto attento a come mi vesto e al giusto abbinamento dei miei abiti, se sto in bagno un ora per sistemare il mio look: capelli, barba ecc… se invece ci sono serate in cui basta che mi metto qualcosa basta che non esco in pigiama mettendo la prima maglietta che trovo basta che non stia “luscignata” se no va a sentire mio padre… allora si, sono leggermente lunatico!

Raffaele

 

Ancora pioggia e il mio pensiero vola…

foto tratta dal web
foto tratta dal web

 

Ancora pioggia. Giornate uggiose da commiato per questa mia insolita e fresca estate salentina. Piove da un bel pò di giorni e l’arsura dei miei pensieri, su quel che resta del mio incantato mondo di fine adolescenza, sembra estinguersi goccia dopo goccia. Gli ombrelloni sono ormai chiusi e riposti in cantina, gli abiti e i miei vestiti stagionali tristemente rinchiusi in scatoloni di cartoni sofferenti della loro, ormai, inespressa felicità. Maschera da sub per vedere sotto acqua posti magici e silenziosi ancora non presenti sulla terra ferma e riposta nel cassetto insieme con i racchettoni ancora vivi della loro sabbia. La crema solare protezione massima che nulla ha potuto evitare ancora una volta scottature di amori fugaci e istantanei come quel che resta del mio umore in questi giorni a contare le nuvole nere coprire un cielo ancora pieno e fecondo di stelle. Aspettare un anno, conscio che sarò un altro io, un’altra persona, come un serpente forse cambierò pelle, perchè da qui alla prossima estate un nuovo film girerò, essere il regista e il produttore della mia esistenza ancora sono ai primi passi, un aiutante, uno stagista che deve capire e conoscere i meccanismi di questa trama, di una storia che non resta stantia ma si evolve, nasce e muore e rinasce ogni giorno… In questo autunno alle porte un’estate di speranza, almeno lo spero…

Raffaele

Imminente presente

foto tratta dal web
foto tratta dal web

 

Un’altra settimana è passata. Il sole ha fatto da sfondo a un weekend di gioia e profonda riflessione. Gioia perché sto cercando con pazienza la profonda essenza dell’amicizia. Riflessione perché non sempre si può piacere a tutti per tutto. Un’amicizia su face non accettata non può stordire la mia felicità. Piccolo neo, visibile per i pessimisti, categoria che per ora non appartengo fiero dei miei difetti. Il mostrarmi eccessivamente socievole e affabile, alzare il volume dell’animo per cercare di essere un amico perfetto. Sviare il malessere, piccola luce oscura che annebbia il cuore. E maledire il lunedì per il solo fatto di esistere, ricostruirmi dentro, ricostruire l’umore e risentire il dolce suono di un sorriso. Eppure non sono mai soddisfatto di me stesso. Fregarmene, vivo allo stesso modo degli altri miei simili esseri umani. E’ una bella esperienza, la mia. Uscire e fare tardi la sera con i miei nuovi amici. E non pensare al futuro. Sigaretta e birra e un calcio ai brutti pensieri che passano come nuvole colme d’acqua acida. Sto imparando grazie a loro a godermi la vita, con una nuova prospettiva. Un nuovo quadro impressionista da ammirare. E poi dicono che i sogni sono una prospettiva di un imminente presente.

Buon lunedì 🙂

Treno

foto tratta dal web
foto tratta dal web

 

Alcuni miei amici mi dissero, in maniera confidenziale “Raffaele, il treno passa una volta sola… per certe occasioni”. Seguendo la mia esperienza di vita posso correggere la loro saggia opinione in “I treni presi dal sottoscritto sono passati più volte…” Ho preso molto treni, in questa tumultuosa vita, munito solo di una carta di identità e una bottiglietta di acqua naturale. Le valigie con i miei indumenti e maschere le ho lasciate a casa. Semplicemente perché non mi andava o per solo principi o vago senso di libertà. Sono salito a bordo ma alla prima fermata sono sceso, senza pensarci su, senza apparenti timori reverenziali, scatenando l’ira del mio irascibile tempo.  Ho chiuso gli occhi e mi sono ritrovato nudo in un mondo vecchio e opaco, un mondo non alle mie latitudine. Che idiota, solo a pensarlo. La vita mi ama, sono che la tradisco aspettando invano promesse da altri mondi. Sono tornato a casa a piedi, nell’inverno delle mie emozioni. E’  ho ricominciato di nuovo a tessere una lunga serie di ferite e lacrime tanto per stare a passo con la mia vita. “Non sono ancora pronto per un lungo viaggio” oso osservare alla mia coscienza. Non profetizza nessuna parola, stanca anche lei del mio naturale declino. Non sono ancora pronto a uscire di casa se fuori piove, ne per mettermi in gioco in una roulette, ne per far respirare la mia anima che sa chiuso, ne per provare a disegnare nuovi orizzonti. Impietrito davanti a una finestra osservo il tempo che fu, che mi richiama e mi sussurra parole che ancora non riesco a capire. Antepongo i miei screzi d’umore alle bellezze del Creato, le mie fragilità a un sorriso innocente di un amico. Sto riprovando, in questi ultimi giorni a rialzarmi dal coma sociale e prendere ancora una volta il treno che passa dinnanzi al mio paese. Non so se porterò con me un documento di identità… non mi riconosco in quella foto e in quei tratti somatici. Ma non posso, non partirò più per il semplice fatto che i biglietti sono esauriti, sia per la prima che per la seconda classe. Mi tocca ,allora, fare l’autostop, la destinazione è sconosciuta, mi lascio trasportare dal vento di scirocco che pettina le nostre colline e rischiara in me un mio dolce sentimento…