Archivi tag: valigia

Valigia…

 

foto tratta dal web
foto tratta dal web

 

Fra meno di 24 ore avrò terminale la mia personale lotta, diatriba, fatica personale con mio padre. Il motivo?  Preparare la valigia in vista dell’imminenza partenza. Io, con i miei partiremo con il treno direzione Emilia per passare le festività natalizia insieme alle mie sorelle e alla mia zia. Tutta la famiglia che si riunisce al nord, un po’ infreddoliti ma felici. Comunque, tentare di prendere le iniziative sul fare la valigia, su cosa mi dovrei portare e cosa no è un impresa ardua con mio padre. Dovrei sperare che lui esca ed approfittarne per farla da solo. Potrei inginocchiarmi e chiedere umilmente pietà. Potrei in questi momenti mancanti prima della battaglia a fare il santerellino aiutandolo in tutte le sue faccende. Naaaa, è tutto tempo perduto. Ogni volta che dobbiamo partire, mi viene una angoscia nei giorni precedenti. Vi sembro esagerato? Certo, io e papà siamo agli antipodi, due mondi diversi di agire e pensare. Io ci metterei dentro la valigia tutto il mio armadio, portare indumenti in più, che forse non indosserò mai, ma per sicurezza. Mio padre il minimo del minimo indispensabile. Ma proprio il minimo. E allora via con i litigi su quante paia di calzini, pantaloni, magliette portarmi in Emilia. Fosse per mio padre una valigia per lui, io e mia madre. “Anche perché ricordati che da tua sorella, sai……….. hanno inventato la lavatrice…” Su questo ha ragione mio padre, però mi sento più tranquillo nel sapere che ho portato un qualcosa in più che una in meno. Poi ogni volta che partiamo, lo spazio per lattine di olio, salsa di pomodoro, caffè e pasta si trova sempre. Mhà, cavolo, li l’olio e la salsa nei supermercati non ci sono?? Si, ma vuoi mettere la nostra passata fatta in casa, il nostro olio, la nostra pasta?. Muto, si va avanti. Attenzione, sono riuscito a convincerlo a pranzo su una cosa. Un paio di scarpe in valigia. Così ne ho due. Per sicurezza. Io esagero, in peggio, lo ammetto. Computer, i-pod, libri anche quelli che sono sicuro che non leggerò… nella mia borsa da viaggio mi va tutto. Basta che poi non mi dimentico il cibo e acqua. Sono capace! 😀

Ore 3.40

foto tratta dal web
foto tratta dal web

 

Ore 3.40 del mattino, ritorno a casa. Leggermente stanco, solo un po’. Di rientro da Lecce City. Felice, il giusto. Era da tanto che non mi divertivo così in compagnia dei miei amici. Nuova comitiva, nuovo lato emotivo da esplorare tra sorrisi, battute e nostalgia dei tempi andati. Esco dal mio guscio ed inizio ad esplorare il nuovo mondo. Nuove luci, nuove direzioni da seguire, senza per forza sapere come va a finire, questa è una sorpresa che lascio gentilmente tra le mani del destino. Non ero abituato al richiamo della notte e ci ho messo un bel po’ prima di abituarmi alla sua natura, tra luna e stelle da ammirare con sguardo innocente. Ho fatto la mia piccola valigia e mi sono addentrato nella notte. Parole avanzate, pensieri che reggono a stento una felicità repressa nel cuore negli ultimi anni. Anni ad mordere e digerire “i se, i ma, i forse” e vivere accartocciato nel limbo del perdono. Ho molte cose da farmi perdonare, scusami Vita mia. E’ bastata una semplice, tenue serata per riprendere il mio percorso, senza però più voltarmi indietro e farmi trascinare a forza dal mio piccolo e burbero passato. A ridosso di una linea sottile, rafforzato da mancati timori e bianche ripartenze. Kebab e un bicchiere di birra per riempire la mia pancia ricca di rospi ingogliate tra promesse e farse di slogan futuristici. Dare praticità ai sentimenti, appendere sprazzi di solitudine su in soffitta anche solo rischiando che questa parentesi non duri eternità. Me ne basta una.