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Esempi non graditi e sgradevoli

“Un Allenatore deve ricordarsi prima di tutto di essere un buon Educatore che evangelizza ai propri ragazzi i principi di Lealtà, Rispetto e Sportività verso il proprio avversario.”

Lo dovrebbero ricordare questi due Mister di quelle due squadre famose in Inghilterra.

Non faccio il moralista. Anche nel Campionato di Futsal della mia Diocesi ci sono stati dei momenti di tensione tra giocatori ed educatori e questo mi ha fatto molto riflettere, perciò la mia è solo una constatazione amichevole, un promemoria per chi ogni Domenica fa l’errore di vivere la Vittoria come un unica forma di sostentamento.

Raffaele

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…profeta di felicità!

Con i due anticipi del sabato: Juventus-Cagliari e Verona-Napoli è iniziato il massimo campionato di calcio di serie A. Il calcio che da inizio ad uno nuovo anno sportivo con la profonda speranza che sia un anno che cancelli i detriti, pezzi di cose che non c’entrano con i valori che lo Sport ci insegna ogni giorno. Dalle serie A alla terza categoria che il “Football” sia un “oasi di pace e di fratellanza” tra i giocatori, società e i tifosi, che le discriminazioni territoriali e il razzismo siano solo un incubo da intrappolare eternamente nel passato, il più remoto possibile. Che gli “sfottò” tra le varie tifoserie non diventano pietra e armi che spaventano ogni vero appassionato sportivo, dove gli stadi diventino dimora, una casa accogliente e non teatro di guerriglie tra le varie fazioni. Che indipendentemente dai colori sociali di una squadra non ci dimentichiamo mai che siamo tutti Fratelli, un unico Popolo, un unica Nazione, che il calcio viva ogni domenica di limpide emozioni e non di rimorsi per una quiete vista da lontano… che lo Sport ci insegni a vivere la vita con l’entusiasmo di un fanciullo.
“Che lo Sport diventa un rifugio in questo mondo che sta attraversando un temporale emotivo… e sia profeta della nostra Felicità…”

Buona Domenica! 
Buona Vita 😀

Raffaele

Mio figlio

Un amico mi ha chiesto: “Perchè spendi così tanti soldi per far andare a scuola calcio tuo figlio in tutti questi anni?”

Beh riflettendoci bene, una risposta me la sono data…

“Non pago perchè mio figlio giochi a calcio. Personalmente non me ne frega niente del calcio, ne ci capisco qualcosa.

Pago per quei mille sorrisi che regala in ogni giorni di allenamento. Pago per quei momenti in cui mio figlio è così felice che trasmette gioia alla mia famiglia. Pago per quei giorni che viene da scuola troppo stanco per potersi allenare, ma va comunque, perchè sa che non può mancare alla sua squadra e ama stare con loro. Pago in modo che mio figlio impari ad essere disciplinato. Pago in modo che impari a curare il suo corpo e la sua mente. Pago perchè “impari” a lavorare con gli altri e sia un buon compagno per loro. Pago in modo che mio figlio impari a gestire al delusione quando non ottiene ciò che si aspettava e che capisca che si deve sforzarsi di più. Pago in modo che mio figlio superi gli ostacoli della vita e impari a raggiungere tutti i suoi obiettivi. Pago perchè capisca che il successo non avviene dalla notte al mattino e che ha bisogno di ore e ore di lavoro duro e di sacrificio per migliorare in qualsiasi cosa. Pago per l’opportunità che mio figlio avrà di fare amicizie per tutta la vita. Pago per vedere mio figlio sul campo da gioco e non davanti alla Tv, al cellulare o all’angolo di una strada a fare niente. Pago per vederlo un giorno imparare ad essere umile nella vittoria e nella sconfitta…

E potrei continuare, ma per essere breve: no, non pago per il calcio.

Pago per le opportunità che questo sport offre a mio figlio di sviluppare competenze che saranno fondamentali per la sua crescita, in  modo che i valori che vogliamo insegnarli a casa siano rafforzati nel calcio e lo accompagnino per tutta la Vita.

E da quello che ho visto fino ad oggi, credo che sia il miglior investimento della mia vita…”

 

Una mamma qualunque

 

Bellissimo racconto di Vita, suggerito da una mia cara Amica 🙂