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E pensare che volevo diventare prete…

E pensare che volevo entrare in seminario perchè credevo di avere la vocazione, la famosa chiamata… poi per vari motivi ho deciso di declinare l’invito, tra cui non ritengo di avere una fede vestita del giusto abito da sera. Una fede piena di equivoci, piena di up e down, piena di incertezze, con troppi punti interrogativi. E poi rimangono i 5 anni di studio di Teologia all’Università che ormai alla mia età non me la sento di affrontare. La mia fede è una luce che ancora non ha un orizzonte certo e poi non ho ancora ben chiare le mie posizioni bioetiche specialmente sul tema dell’eutanasia. Eppure c’ho pensato parecchio negli ultimi anni visto che l’ambiente della Chiesa mi ha sempre ammaliato, affascinato con la voglia di evangelizzare la Lieta Notizia… ma forse la mia missione in questa esistenza è un’altra anche se cerco continuamente scorciatoie pur di non intravedere nel mio cuore la vera verità… E poi c’è il rapporto con le ragazze. Un rapporto complicato e spesso burrascoso ed è stato questo aspetto a pensare a questa idea…ma il tutto forse diventava una scusa… ma forse è giusto che rimango solo un buon cristiano e nulla più, anche se immaginarmi Don Raffaele non mi dispiaceva per niente 😛 forse non ho avuto coraggio di affrontarmi con me stesso davvero ma rimango una felice persona anche se trovare la mia verità diventa sempre più difficile… forse non sono un grande ballerino per ballare con il mio destino, forse non ho trovato le giuste parole che iniziare a trascrivere sempre nuovi e originali versi di questa mia storia dalla trama ancora molto articolata…

voglio ritornare bambino, uffa!

Raffaele

Muro

foto tratta dal web

 

A volte mi chiedo quanto sia alto e possente il muro di Omertà che ci circonda. Di quanto può essere pericoloso attraversare quel filo spinato che straccia via la nostra vergine pelle. Di quanto coraggio ci vuole per tentare un salto in questo abisso in cui vive la nostra esile Vita. Perchè l’uso della parola non diventi un arma con cui uccidere i nostri nemici ma una semplice ramoscello di ulivo per portare pace nei cuori arrugginiti ai nostri fratelli… perchè dire la Verità non sia solo un atto eroico ma una cosa normale e comune, un dovere e un diritto del nostro animo, perchè dire la Verità non sia sangue acido da riversare su terra bruciata e incontaminata ma semmai sorgente di umiltà, di una esistenza che ha perso il suo senso, ha perso il suo orizzonte, la sua luna e le sue stelle e solo in essa noi troviamo Amore e possiamo dire di sentirci Uomini liberi e non incatenati in respiri pre-confezionati…

Raffaele

Verità

 

La verità che sprofonda nel cuore, quando essa non ci è rivelata

La verità che ognuno porta come un macigno nella propria anima, quando essa diventa una nemica

La verità nascosta dei nostri amici, quando essa oscura momenti di felicità eterni

La verità che può far male e creare profonde ferite quando essa non guarda in faccia il sole e scompone ogni frammento del nostro universo, fermando ogni battito della nostra vita che crede ancora nella profonda sincerità nel rivelare le nostre più intime verità…

Quando la verità di una Parola si fa carne e seguiamo i suoi Passi…

Raffaele

Siamo l’esercito del selfie

foto tratta dal web

“Siamo l’esercito del selfie
di chi si abbronza con l’iPhone
ma non abbiamo più contatti
soltanto like a un altro post
Mmm ma tu mi manchi, mi manchi, mi manchi in carne ed ossa
mi manchi nella lista
delle cose che non ho, che non ho, che non ho…”

 

Quanti di noi apparteniamo a questo “esercito del selfie” che questa canzone di Arisa e Lorenzo Fragola ha spopolato per tutta questa estate? Una canzone, ahimè, che narra la verità di oggi, lo specchio dove tutti ci stiamo rispecchiando. Senza esagerare ed entrare in una fase apocalittica e di non ritorno, il genere umano sta abusando della propria immagine. L’aspetto interiore, l’anima e la sua bellezza messa da parte per tutto il giorno per far vedere un altro confine che sconfina nella Vanità. E’ bello farsi i selfie con il proprio ragazzo o l’amorosa su uno sfondo romantico come un tramonto, o con il proprio animale, o con gli amici prima di una partitella di calcetto, o semplicemente un “autoscatto” a mare o dietro una bellezza paesaggistica. Tutto è bello, ma basta non esagerare, perchè altrimenti il vero si mescola con l’immaginazione o qualcosa di astratto, vivendoci dentro a questa nuvola di apparenza da noi creata tramite un cellulare (si chiama ancora cosi?).

“Mi manchi in carne ed ossa…” credo che sia un verso che racchiude il vero significato di questa canzone che oltre allegra e solare sentenza e fa una diagnosi parziale di come siamo, noi tutti oggi… Mi manchi in carne ed ossa, mi fa pensare tra le tante cose, che l’abuso frenetico di queste tecnologie ci fa diventare estranei tra di noi, che le relazioni sociali siano il frutto di complicati scambi di messaggistica, dove il contatto diretto con un altro essere vivente viene rinviato in un altro tempo…

Continua…

Raffaele

se solo puoi

foto tratta dal web

Se solo puoi, tutto può succedere.
Convincermi nel mentire all’inverno
che freddo bussa sulle parole che presto ti donerò
e lo so
non bastano le mie bugie per scoprirmi vedovo
delle tue verità, ammesso, che ho svelato
il blu della tua immensità.
Brucierà il minuto
che mi separa da te…
è il giusto peso per averti ancora,
sullo sfondo del mio cielo…

 

Dolce notte! 🙂

Raffaele