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Non conosciamo mai la nostra altezza

foto tratta dal web
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Non conosciamo mai la nostra altezza
finché non siamo chiamati ad alzarci.
E se siamo fedeli al nostro compito
arriva al cielo la nostra statura.

L’eroismo che allora recitiamo
sarebbe quotidiano, se noi stessi
non c’incurvassimo di cubiti
per la paura di essere dei re…

Emily Dickinson 

 

Trovo sinceramente questa poesia di una maestosità seppur in piccoli e brevi versi… eh si quante volte mi sono piegato per paure costruite dal mio pensiero per paura di affrontare la realtà… non spingersi oltre per paura di affrontare la sete di verità… il mio e il nostro compito è quello di rialzarci in ogni momento della giornata sfiorando il nostro cielo, accarezzare le nuvole e riscaldarci del calore della nostra famiglia… mai dubitare dei nostri limiti e delle nostre fragilità che ci rendono più veri e più autentici in questo mondo di sguardi soli…

Buona giornata 🙂

Raffaele

Ti aspetterò mia Verità

... colori dell’arcobaleno sviliti dentro un addio di foglie morenti....
foto tratta dal web
Fiumi di parole
di una Verità e di una impresa,
di un bacio non  dato,
fiumi di parole
stanche affogano nel bisogno
di languide tracce asciutte
aperto futuro che a occhi aperti
batte colpi sulle nefandezze
schivando ogni luce innocente…

 

Dove dimori mia Verità? Troppe canzoni che si nascondono dietro una candida e indifesa lacrima che segna il percorso di ombre nascoste in piccoli frammenti di letizia di sangue raffermo.

Dove dimori mia Verità? Passata a miglior vita, colpo sordo che stona ad ogni rumore che sento di qua. Non hai più fiato, arranchi a presso alla tua valigia di cartone verso un assolato posto di una domenica qualsiasi, nessuno può saperlo. E fare tanta strada ed incontri occasionali santi, vorrei uscire ed aspettarti sulla porta di casa ma un fremito mi blocca e mi costringe ad aspettarti lontano, ad leccare le mie insulse ferite del tempo che fu. Non chiedo molto, solo di conoscerti anche se non so come andrà a finire nella notte dei tempi. Troppi problemi da risolvere alle stigmate delle nostre disgrazie conosciute per metà.

Vorrei non esserti di intralcio con i miei pianti di bambino viziato. Non cambio direzione, ne destinazione, ti aspetterò ovunque fortificherai i tuoi pregiati valori di una moralità troppo spesso denigrata e mai del tutto consolata.

 

Buon Natale, buone feste!

Buona Vita 🙂

Raffaele 🙂

 

Il mio canto libero

 

L’Italiarugby che ieri pomeriggio ha compiuto una impresa storica battendo il Sudafrica a Firenze nel penultimo test match di novembre, gioia infinita per il nostro movimento rugbistico italiano. Questa mattina che, secondo le previsioni del meteo, doveva portare pioggia e freddo ma in realtà c’è un bellissimo tempo e un vento caldo di scirocco. Il buonumore che allevia le “miei giovani emozioni” e un impulso creativo che mi sta permettendo di scrivere un bel pò di tenue poesie osservando e contemplando il cielo stellato.

Una buona domenica in compagnia del mio poeta preferito: Lucio Battisti. “Il mio canto libero” è la canzone che più adoro ma è anche quella che ascolto di meno perchè mi piace gustarla in momenti intensi o quando sono veramente giù di morale, quando la vita mi chiede di lottare, a volte, mi ricarico, mi dò forza e coraggio ascoltando questo meravigliosa opera musicale… è la potenza della musica e delle sue parole… non inquinerò questa volta, con i miei sporadici pensieri, questo inno alla gioia….

In un mondo che
non ci vuole più
il mio canto libero sei tu
E l’immensità
si apre intorno a noi
al di là del limite degli occhi tuoi
Nasce il sentimento
nasce in mezzo al pianto
e s’innalza altissimo e va
e vola sulle accuse della gente
a tutti i suoi retaggi indifferente
sorretto da un anelito d’amore
di vero amore
In un mondo che – Pietre un giorno case
prigioniero è – ricoperte dalle rose selvatiche
respiriamo liberi io e te – rivivono ci chiamano
E la verità – Boschi abbandonati
si offre nuda a noi e – perciò sopravvissuti vergini
e limpida è l’immagine – si aprono
ormai – ci abbracciano
Nuove sensazioni
giovani emozioni
si esprimono purissime
in noi
La veste dei fantasmi del passato
cadendo lascia il quadro immacolato
e s’alza un vento tiepido d’amore
di vero amore
E riscopro te
dolce compagna che
non sai dove andare ma sai
che ovunque andrai
al fianco tuo mi avrai
se tu lo vuoi
Pietre un giorno case
ricoperte dalle rose selvatiche
rivivono
ci chiamano
Boschi abbandonati
e perciò sopravvissuti vergini
si aprono
ci abbracciano
In un mondo che
prigioniero è
respiriamo liberi
io e te
E la verità
si offre nuda a noi
e limpida è l’immagine
ormai
Nuove sensazioni
giovani emozioni
si esprimono purissime
in noi
La veste dei fantasmi del passato
cadendo lascia il quadro immacolato
e s’alza un vento tiepido d’amore
di vero amore
e riscopro te..

 

 

Buona Domenica 🙂

Raffaele

L’ultimo bacio

 

L’ultimo bacio

sfiorare un’anima

e contare gli angeli volati via

capire ciò che ci lascia sfuggire

il cielo si apre e si tinge di rosso

l’inferno ha il sapore di lacrime amare

Dio buono e Misericordioso dove sei?

La verità non conta interessi a rendere

un giorno perso nel vuoto

il destino che trema

foglia appassita

testa tra le mani

aspettare un momento

un fiore nuovo nascerà

stringiamoci forte

scacciamo con un gesto

sangue e cenere

voglia infinita

aggrapparsi a una speranza

il meccanismo è guasto.

Un gioco

che non ha più senso

io non gioco più alla guerra

butto via le istruzioni

un cumolo di polvere da rispolverare.

la vita non può morire

in una follia perversa.

Un secondo,

un silenzio assordante

cuori che parlano

dentro un vento caldo.

E’ solo un brutto sogno…

 

Scusami Amico

 

Scusami Amico se stasera non sono qui con Te. Ingiustificato assente. Ti do del Tu, sempre se lo desideri, visto che ci conosciamo da più di vent’anni. Sono ora alle porte della Tua Casa, ma non entro, non voglio disturbare. Sono qui in piedi, nella penombra di una sera d’inverno e aspetto, aspetto il mio lento e indecifrabile calvario, fatto di promesse non mantenute e bugie, tante bugie. Sai, da piccolino, i grandi mi dicevano se un bambino, io ad esempio, diceva una menzogna oltre ad allungarmi il naso come Pinocchio altre spine mettevo di proposito al già martoriato corpo di Tuo Figlio. Scusami, perdonami, se oggi non accetto la Tua Verità, se il mio cuore in questa Santa Domenica ha preso altre strade con il rischio di Ritrovarti solo alla fine del mio viaggio. La mia anima ha smesso di sanguinare, la mia anima è come assopita, incredula di fronte al tuo mistero, vuota nella sua complessità. Non sono più io, quello che ti ricordavi, quello che si metteva la sua luccicante tunica e serviva messa la mattina o che faceva la questua o leggeva la Tua Parola in mezzo alla folla di bambini. Questa sera ho deciso di non essere me stesso, per vedere l’effetto che fa. Lo so, sono stupido e codardo ma come diceva Liga: “la verità è una scelta”. Stasera ho smesso di esserci. A volte ho profanato il tuo nome e ti chiederò perdono con tutto ciò che mi rimane di bontà e umiltà per mezzo di un prete. Non c’è l’ho con Te , per lo più con il mondo che gira troppo veloce, con la mia vulnerabilità pietrificata di fronte agli avvenimenti accaduti, scesi come fulmini lungo la mia sequela. Non sto “scioperando”, non voglio fare il bambino “viziato”, che non vuole fare i compiti, ma ho la forte esigenza di fermarmi e pensare. Fermo immobile come una statua. Mi è rimasto solo un granello di Fede, un piccolo semino da far fruttificare con la Tua Luce. Ah si quella che ad un tratto è svanita nella mia articolata vita. Invano sto provando, credimi, alla ricerca di “splendidi soli”. Eppure io ci stavo bene abbracciato dal suo calore. Molte volte, caro Amico mi hai dato una coperta per coprirmi dal gelo e dal vento di tante ipocrisie, mi hai dato da mangiare quando avevo fame di povertà interiore, mi hai dato ospitalità per pregare al sicuro e in silenzio. Scusami se a volte litigo con Te per futili motivi o richiamo la tua attenzione per sciocchezze mentre Tu hai il tuo bel da fare, specie in questi momenti, in cui l’umanità sempre aver preso le porte dell’Inferno. Nella vita ho elogiato la Tua pace ma ho finito nel procurare nenie. Mi sono chiuso dentro una stanza da letto e ho interrotto, spezzato, tagliato con una lama finissima ogni tipo di legame, con il passato, presente, futuro ; relazioni umane e non. Ho preso un lettore musicale, ho messo le cuffiette ed ho iniziato, una mattina, ad ascoltare e fare mie canzoni senza ritornelli e sana melodia .Ad alto volume. Ho rischiato e rischio di diventare sordo se non sento o sentirò la Tua Voce. Ognuno di noi deve essere il riflesso della Tua bellezza. Stasera non lo sono, scusami ancora, buona serata. Arrivederci.