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Multipotenziali

Questo video mi ha aiutato molto per capire me stesso, più in profondità, in maniera netta e lineare… comprendendo meglio ciò che erroneamente chiamavo difetti e incongruenze con il mio stato attuale. Ho così tante passioni come la scrittura, lo sport ed ogni forma artistica che mi incuriosisce la suo primo odore. Ogni volta mi lancio in una nuova sfida, principiante, ma con la voglia di mettermi in discussione come quando ho aperto questa pagina Facebook… non so se esattamente sarei un “Multipotenziale”, non so se sono bravo ad scrivere poesie, ad allenare i miei ragazzi di calcetto ma nonostante la mia accentuata pigrizia continuo comunque ad osservare il mondo con gli occhi di un bambino ma a volte questo fanciullo risulta spaventato dallo sforzo che dovrà fare per raggiungere il suo obiettivo, ha paura di cadere, ancora una volta e non avere la forza di rialzarsi più. A volte mi lancio a capofitto su un progetto con la pazzia di uno che in bici in discesa non usa toccare i freni ma poi come si dice nel video perdo subito l’entusiasmo come mi è capitato spesso sul mio blog… “Buttati!” mi disse un amico ma sono circondato da persone che hanno già le idee chiare o forse pure loro hanno avuto i miei stessi tentennamenti ma nel loro tramonto hanno trovato la chiave per aprire la porte della propria autorealizzazione mentre il mio orizzonte è così annebbiato che nemmeno i raggi di luce riescono ad arrivare ad accarezzare la mia pelle…

Raffaele

Buona visione

Why Some of us Don’t Have One True Calling | Emilie Wapnick | TEDxBend – YouTube

Pezzi di puzzle

“Dinosauri estinti solo nella odierna Storia. Pezzi di puzzle sparsi in ordine armonico nel salotto. Costume sporco di sabbia. Divertirsi con sincerità. L’attesa del plurale. Colla tra le dita. Colorare i muri di casa, una fiamma d’amore tra il gioco e l’educazione. Impararsi a conoscere per competenze. Emancipazione della Felicità per privarsi di qualunque tipologia di senso convenzionale nel solco di una lacrima cristallina… perchè in fondo i dinosauri sono ancora tra noi…”

Ritornare ad essere bambini anche solo per un semplice gesto d’amore, non costa nulla in fondo…

Buona Vita!

Raffaele

(foto tratta dal web)

Volley, metafora di Vita.

La Pallavolo come metafora di Vita. Questo piccolo pensiero mi è nato spontaneamente questo pomeriggio mentre vedevo una partita alla Tv della Champions League femminile. La nostra Vita, l’intera nostra esistenza è fatta di Set: alcuni combattuti fino all’ultimo punto, fino all’ultima goccia di sudore, fino all’ultimo respiro; altri persi senza nemmeno provare a lottare, a graffiare contro le sentenze del nostro destino. E all’interno degli stessi Set, all’interno della nostra Vita viviamo degli “up e down” continui. Un misto, una miscela tra felicità e malinconia, un mix tra un muro-difesa esplosivo, una schiacciata che sfiora la linea di bordo campo o una palla, un ricordo sfiorato solo con la nostra immaginazione. La partita la vinci se durante tutto il match sei risultato più costante. Poco importa quanti punti hai subito, quanti palloni hai visto toccare per terra, quante volte sei caduto nel tentativo di salvare un punto, imprecando contro te stesso per la poca lucidità di azione. Una rete che ci divide dal passato, una rete che ci divide la nostra stessa in due parti uguali e distinte tale alcuni volte di vedere dall’altra parte del campo il nostro stesso nemico, ovvero noi stessi. Ma è l’importante è rialzarci e non piangersi addosso. Con l’adrenalina sempre a mille. Ogni tanto ci sono i time-out, le nostre pause con cui medicare una emozione ancora sanguinante o semplicemente per provare a tirare il fiato. E può succedere che la Tua Vita la vinci o la perdi al Tie-Break, sul filo di lana dove comunque allo sconfitto si assegna sempre un punto, un misero punto, per ripartire, per non morire e per pensare che si può sempre perdere una partita ma non una battaglia fin quando luce di Vita sgorga nel nostro cuore di Invictus….

Raffaele

In fin dei conti la Vita…

Cosa mi importa tirare a campare 100 anni se non ho fede, speranza nella mia Vita? Se non l’ho vissuta nella sua fragilità, nella sua unicità di essermi fedele amica anche nei momenti più bui, quei momenti in cui essere e risultare un ragazzo felice sembra essere un evento mistico o un evento “utopico”. Se Qualcuno li sù nel cielo un giorno di questi mi dicesse:” Stop Raffaele, hai fatto fin troppi danni su questa terra è ora di un nuovo viaggio, prepara la tua valigia” io non cadrei in un bagno di depressione. Accetterò le sentenze del mio Destino, con educazione e con la consapevolezza di essere stato comunque me stesso in fondo, sempre, senza bisogno di maschere, truccarmi o rispecchiarmi in un altra ombra. Mi correggo leggermente, facciamo di provare a respirare questa mia Primavera inoltrata ancora per un altro anno. Mi manca ancora il sapore fruttato delle labbra di un angelo, mi manca ancora la gioia di un incontro con i miei ragazzi dell’oratorio o la pazzia di una serata con i miei amici. A volte ho paura di non aver goduto veramente di ogni istante, di ogni frammento che mi è stato donato o che forse ho profanato per le mie insicurezze e la mia solita pigrizia mattutina. Vivere ogni giorno come se fosse l’ultimo. L’ultimo dei miei guai, dei miei sorrisi, dei miei tormenti. Vivere ogni giorno facendo il comico. Regalare un sorriso fin dove il mio pensiero ancora resiste e non vuole ancora morire…

Raffaele

Piccole Confidenze- Una scelta per la Vita…

Era un pomeriggio di fine Agosto dello scorso anno. Mi stavo preparando per uscire con gli amici per andare in pizzeria in un paese vicino al mio. Una serata di allegria e spensieratezza. All’improvviso mentre stavo ritornando a casa dopo una passeggiata con il mio cane mi ha colto un senso di agitazione poche volte capitato in vita mia. Uno strano nervosismo mi ha destabilizzato e colto alla sprovvista… piano piano riecchieggiava in me uno strano desiderio che così senza bussare alle porte del mio tempo mi obbligava ad erigere questa azione: andare dal tabacchino e comprarmi un pacco di sigarette. Le classiche, quelle che mi facevano compagnia sin dai tempi del quinto anno di scuola superiore. Una volta comprate, cerco un modo di nasconderle bene nella mia borsa e non lasciarle allo scoperto magari sul tavolo della cucina. Di colpo inizio a sudare, ad agitarmi. Dentro di me pensieri tempestosi si accumulavano nella mia testa “Ma che diamine stai combinando Raffaele”. Bho forse era il mio senso di colpa o la mia coscienza che provava ad evocare in me un messaggio netto e deciso. Mi accorsi che stavo facendo tardi all’appuntamento con i miei amici ed io ero bloccato, cementificato nel salotto con questo pacchetto di sigarette nella mia mano appena comprate. Avevo appena fatto in tempo ad aprire la confezione e a sentire il profumo del tabacco. Stavo cercando un accendino da portare con me fuori a cena. Non ricordo bene gli attimi successivi a questa tempesta emotiva. So soltanto che presi la pattumiera del cane e buttai con rabbia quel pacchetto, pentendomi anche di aver sprecato 5 euro che mi sarebbero serviti anche per la serata. Rimasi fermo e immobile per alcuni minuti ad osservare la spazzatura e a capire cosa diavolo fosse successo in me ma un velo di gioia mi travolse. Forse dopo 12 anni avevo deciso di chiudere con i miei scheletri nell’armadio, di recidere quella piccola parte di me che non mi piaceva. Eppure non sono mai stato un grande fumatore, non avevo un reale vizio. Gustavo una sigaretta solo per un intenso momento di piacere che ora non comprendo più. Quando si è giovani certi vizi li prendiamo per il desiderio di sentirci grandi o di apparire magari dei fighi non conoscendo poi il virtuoso e concreto motivo della nostra scelta. Fumavo di nascosto ai miei specie quando non ero in casa e a volte me le offrivano ed io non rifiutavo. Poi nell’ultimo periodo al loro utilizzo mi tendeva a pizzicarmi e a bruciarmi la gola e così in quel giorno folle di agosto decisi di non continuare più a bruciare la mia Vita…

Una scelta per la Vita

Raffaele