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Niente paura

 

Foto tratta dal web
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“Niente paura ci pensa la Vita mi han detto così”.

E’ bastato un messaggio visualizzato ma non ricambiato per far cambiare parzialmente l’umore in questo soleggiato lunedì mattina. Abbiate, se volete, avere la pazienza di ascoltare il mio piccolo e inutile, quasi banale dolore di un tardo adolescente. Vivo di notifiche, questo è il problema, di un sibillino, di un piccolo richiamo del mio cellulare. “Hei c’è una persona che ti cerca!” Vivo in un mondo tutto mio, perché, fuori dai miei ristretti e facilmente valicabili confini, ho paura di prendere vento, di raffreddarmi e di ammalarmi da false speranze e scaltre illusioni che mi hanno scavato delle piccole rughe su un corpo da ventenne deluso da una vita in salita. Cerco dei perché, cerco delle risposte, immagino, e i miei pensieri producono dei film mentali che meriterebbero un Oscar. Non mi ha risposto… capita, avrà avuto da fare, non posso conoscere il reale motivo se non glielo chiedo in privato. Oppure non ci tiene a te e amen. Punto e a capo, altro giro e altra corsa. Di certo il sole continuerà a splendere anche per i fanatici dell’illusione come me. Non do la colpa a nessuno, solo a me stesso che mi creo delle prospettive nuovo ed emozionanti senza ancora avere i giusti ed appropriati strumenti. Ho un po’ di mal di testa. E’ da venerdi che ascolto per tutto il giorno canzoni di Max Pezzali come “Ti sento vivere”, “Come Mai”, “Il mondo insieme a te”… per poi cestinarle e ritornare su brani più soft e meno inerenti alla parola A-M-O-R-E.  Vivo di pensieri e di ricordi, il mio passato è il mio presente attuale e il futuro di mimetizza dietro il cielo pur di farsi vedere. Ma ho imparato a fregarmene di tutto e di tutti…

Continua…

Amaro 21

“Sono sempre i sogni a dare forma al mondo…”

foto tratta dal web
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“Sono sempre i sogni a dare forma al mondo, sono sempre i sogni a fare la realtà!”

Eh dici bene Ligabue, tu che sei il mio poeta preferito, hai tracciato nel mio cuore un verso indelebile e che farò mio, adesso, per raccontare un po’ ai miei amici i miei sogni… nascosti in qualche angolo oscuro nel mio cassetto.

Sognare non costa nulla, almeno per ora è gratis, nessuna tassa da pagare. Guardare in alto alla ricerca di una stella a cui affidare un nostro desiderio.

Sognare, è guardare con occhi sempre nuovi un tralcio di un nuovo mondo, non è, come ho letto in qualche dizionario, una speranza illusoria. Se fosse così, non riuscirei a dare ossigeno di cui il mio sogno necessita per vivere. Un sogno nasce dal cuore, una scatola magica ancora funzionante che crea l’idea del sogno stesso, e si concretizza nella mente dove esso prende una parziale forma prima di essere consegnato alla realtà. “Niente paura, niente paura, ci pensa la vita mi ha detto così”. Più che la vita, credo sia il nostro destino colui che prende per mano i nostri sogni per farli viaggiare nel suo infinito cielo di speranze. Infatti, credo che elementi vitali come speranza, desiderio, aspettativa  servono, in giuste dosi, a cucirci a dosso, sulla nostra pelle il nostro sogno su misura per noi. La volontà, con un pizzico di fortuna poi ne determina il successo o meno. La volontà di lottare, di buttar giù quei pregiudizi che ne ostacolano la sua “incoronazione”. Non fermarsi davanti a uno ostacolo. Tirare dritto, a testa alta sempre e comunque. Se il nostro sogno è alimentato da una fiamma bella ardente, nulla ci potrà appassire questo bellissimo fiore che piano piano cresce….

 

Don Tonino

foto tratta dal web
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Vite vissute: Don Tonino Bello

Sono molto felice e contento di parlavi oggi, cari amici, all’interno della mia piccola rubrica “Vite vissute” della figura di Don Tonino Bello. Felice perché mi ricorda una parte della mia adolescenza vissuta prevalentemente a contatto con i ragazzi dell’Azione Cattolica. Avevo 17 anni ed ero educatore dei ragazzi della terza elementare. Cercavo un personaggio di Chiesa che mi potesse ispirare ad una lezione di catechismo. Per caso, su internet e tramite qualche consiglio di una mia amica ho conosciuto la storia di  don Tonino, mio conterraneo. La sua storia, le sue limpide frasi, i suoi gesti, mi hanno inevitabilmente colpito. Mi ricordo che feci una lezione, una presentazione al Computer, tramite Power Point, molto bella e originale. Ricordo anche al curiosità, dei miei piccoli pargoli, suscitando loro tanta curiosità sulla figura non solo religiosa di questo grande Uomo.

E’ nato (1935) ed è vissuto nella mia terra, nel salento, prima di essere nominato nel 1982 vescovo di Molfetta.  “La Chiesa del grembiule” una chiesa vicina ai poveri e ai bisognosi, testare non solo con le parole ma anche con piccoli gesti la comunione e l’evangelizzazione della Parola di Dio. Una chiesa che tende la mano verso i sofferenti e non statica intorno alle sue quattro mura. Lo troviamo insieme a chi ha perso il lavoro, insieme ai pacifisti, agli sfrattati che lui stesso ospiterà in episcopio “Io non risolvo il problema degli sfrattati ospitando famiglie in vescovado. Non spetta a me farlo, spetta alle istituzioni: però io ho posto un segno di condivisione che alla gente deve indicare traiettorie nuove(…),insinuare qualche scrupolo come un sassolino nella scarpa…” “Rinuncia si segni di potere e sceglie il potere dei segni”. Crea la casa della Pace, istituisce Apulia una comunità per i tossicodipendenti e anche un centro per gli immigrati. Coerente, da sempre, con le sue idee tanto da creare imbarazzo non solo in certi ambienti ma anche all’interno della curia stessa. Il suo messaggio concreto di amore e Pace si concretizza il 7 Dicembre del 1992, pochi mesi prima della sua morte con la marcia Pacifica a Sarajevo, martoriata dalla guerra dei balcani. Partono in 500 da Ancona, credenti e non :  “Vedete, noi siamo qui , Probabilmente allineati su questa grande idea, quella della nonviolenza attiva (…).Noi qui siamo venuti a portare un germe: un giorno fiorirà(…).Gli eserciti di domani saranno questi: uomini disarmati”.

Internet è piano di frasi e biografie su Don Tonino, ha lasciato una grande impronta lungo la sequela insieme a Cristo. Riporto alcune sue bellissime frasi tratte dal suo diario. Come, noi tutti, amava scrivere e le sue parole, non lasceranno a noi indifferenti.

“Voglio ringraziarti, Signore, per il dono della vita. Ho letto da qualche parte che gli uomini sono angeli con un’ala soltanto: possono volare solo rimanendo abbracciati. A volte, nei momenti di confidenza, oso pensare, Signore, che anche tu abbia un’ala soltanto. L’altra la tieni nascosta: forse per farmi capire che tu non vuoi volare senza di me…”

“Vivere è abbandonarsi, come un gabbiano, all’ebbrezza del vento. Vivere è assaporare l’avventura della libertà. Vivere è stendere l’ala, l’unica ala, con la fiducia di chi sa di avere nel volo un partner grande come Te! Ma non basta saper volare con Te, Signore tu mi hai dato il compito di abbracciare anche il mio fratello e di aiutarlo a volare…”

 “Amare, voce del verbo morire, significa decentrarsi. Uscire da sé. Dare senza chiedere. Essere discreti al limite del silenzio. Soffrire per far cadere le squame dell’egoismo. Togliersi di mezzo quando si rischia di compromettere la pace di una casa. Desiderare la felicità dell’altro. Rispettare il suo destino. E scomparire, quando ci si accorge di turbare la sua missione…”