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Irripetibili

foto tratta dal web

 

 

Siamo nuvole indescrivibili, siamo dottori irripetibili, siamo esseri troppo simili per pronunciarsi tra le vittime di questo amore.

Siamo foglie nel vento, siamo formiche in perenne movimento, siamo un artistico ornamento troppo ricamato per questo amore tra le macerie sacrificato.

Siamo vasi da riempire, un messaggio in bottiglia nel mare del divenire, siamo un’onda che ci porta troppo lontani da questo cuore screpolato per questo amore nelle sue battute troppo fermo e disorientato…

Siamo un testo intraducibile, un disco antico in vinile, siamo la luce che sul finire della sua energia per questo amore che si intravede nell’operosità di questa mia attonita foschia.

Siamo le frequenze di una radio clandestina, siamo la prima brina di una fredda stagione, siamo il brivido di una melodica e schiva canzone di questo amore che cerca riparo tra le ali di una gravida ribellione.

Raffaele

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Un addio di foglie morenti

 

 foto tratta dal web…                               colori dell’arcobaleno sviliti dentro un addio di foglie morenti….

 

Oggi non ci sei. Ne ora, ne mai. I colori dell’arcobaleno sviliti dentro un addio di foglie morenti. Visualizzi ma non rispondi. Nessun segnale da decifrare, da capire. Attese finte che diventano banali. La luna cerca un tuo sguardo per capire il perché di questa fuga. Scendi dal paradiso e illuminami, con quel  poco di luce c’è. Il cuore si fa leggero. Bulimia di baci. Mi mancano. La mia pelle è nuda, ore a ricomporla. Sono un puzzle di pezzi inermi, un rimpasto senza sapore, l’odio senza rancore. L’odore rinchiuso all’interno di una mimosa… vola via in un incontro serale senza fisso menu. Senza spine, solo un filo di trucco. Mentire, scrivere una lettera e riconoscere il mio groviglio di illusioni. Cortese in un inchino, succube di modelli romantici sotto vuoto. La verde e arrugginita panchina non parla più il nostro ingombro peso d’amor. La felicità è un passo più lungo della gamba su un percorso di fango e sassi e mi ritrovo a perdere facilmente il ritmo. Ora senza luce vivo, di nascosto mi nutrirò di destini fragili. Dipendente di pittoresche emozioni a cui non posso resistere. Farò pena agli ottimisti che squarciano il sole con il cuore altrui. Oh mio assolato cuore, che ormai dopo di te nulla vive… la mia eternità piange e piangerà tra le pagine di un futuro ironico e disonesto… Cosa vuoi sapere ancora di me? Tentazioni, capire quali parti dell’anima rimangono confuse. Bere gratuitamente dalle fonti della tua bellezza senza capire le dovute conseguenze, rischiare di soffocare. Che si fa ora a mezz’ora da una lacrima?

Raffaele

Lingua straniera

“C’è una lingua straniera

che si accende dentro me

una chiazza oscura

colora il mio cuore…

è l’amore!

Sento questa insolita frenesia

di dare animo

alla mia violenta Vita!”

 

Non so baciare, non so che sapere e che forma hanno le labbra degli angeli, non so cosa vuol dire fare l’amore con persone lontane da noi, ragazze che desidero girano l’angolo, adesso, al mio passaggio. Allontanami da me, Vita disordinata e maldestra, additata a controllare e a far sobbalzare i ritmi fraudolenti del mio cuore. E’ inutile, credo sia difficile cambiare il modo di invecchiare. Le sfumature del mio volto non l’ho scelte io per caso. E’ stupido, non è abbastanza non andare nel panico per un messaggio ignorato o declamato nel cestino. Un lumino di speranza solo dalle mie parole di carta. Non so ancora captare i segnali di un possibile allunaggio dei miei desideri. Le emozioni si scaldano per scia di povere stelle a targhe alternate.

 

“E tu Vita mia,

mi porti fuori città.

Segnali di pericolo,

l’età avanza e il tramonto

è più sbiadito che mai.

E tu Vita mia,

che tralasci le congruenze

del mio passato, passato

di echeggianti silenzi

nutrono spazi scoperti dalla mia finestra…”

 

Nessuno sa come finirà questo amore scoperchiato di perchè verso te, nudo e indifeso ma pur sempre amore verso te…

Raffaele, 2006

Il senso…

Mio nonno diceva che il senso dell’umorismo è il modo migliore per conservare la dignità nei momenti difficili. Il senso dell’umorismo è una qualità etica, diceva. Diceva che Dio ha il senso dell’umorismo e che fare una buona battuta, fare ridere qualcuno è come dire una preghiera…”

Non esiste saggezza, G. Carofiglio

L’allegria sana, quella salutare, quella che non lede l’anima della persona e non usata solo per ricevere applausi e consensi ci permette di conservare la dignità, la nostra, in situazioni complesse e intricate… e a volte può avere anche una funzione spirituale perchè può portare benefici anche inaspettati nel cuore di chi riceve questa cura… e non credo che sia una qualità o un pregio che alcune persone hanno. Semmai una missione che si compie nel frangente in cui capiamo che ci sono troppe lacrime intorno a noi. Come scrivevo ad una mia amica blogger “da grande vorrei fare il comico” e mi rendo conto, adesso che scrivo questo mio pensiero, che è un compito e una scelta di vita ardua che può minare tutte le mie fragilità… non è un qualcosa che si acquisisce di buon mattino, ma semmai può essere un fattore ereditario, come aver preso la simpatia da mio padre, un dono che conserverò per sempre… ma nella mia esistenza ho avuto anche momenti buii, di declino, di rovinose cadute ma ho avuto la fortuna di avere la “luce” dei miei famigliari e dei miei più cari amici… se dovessi diventare nella vita un comico è per un senso di riconoscenza al destino… e mi accorgo che questa mia comicità non è strutturata o pianificata secondo chissà quali criteri o modelli scientifici… è una dote naturale… sono chiacchierone e logorroico… non riesco mai a stare zitto e a volte dovrei capire meglio l’importanza del silenzio ed ogni sua ragione… si può essere divertenti anche solo stando zitti e tenendo per mano la nostra Vita…

Raffaele