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Evaporazione

Ed io che ieri pomeriggio mi perdo “volontariamente” la finale del Campionato Italiano di Rugby vinta da Rovigo la squadra di cui per altro faccio il tifo… con tanto di rammarico successivamente e imprecando circa la mia costante pigrizia che mi affligge da un bel pò di tempo. Sono sempre stato un amante dello Sport a 360 grado ma nell’ultimo anno ho perso un pò di grinta e costanza. Non ho seguito più il Volley femminile e poco sono stato attento alle dinamiche interne del mondo della palla ovale e del Futsal. Ho seguito il calcio e la mia squadra del cuore solo il giusto con la speranza di non fare scherzi con gli Europei che sono alle porte. Anche qui con il blog e con la scrittura in generale ho perso la mia brillantezza ma mai voltando le spalle al fascino per le parole. Diciamo che la costanza in ogni settore della mia Vita non è mai stato il mio piatto forte. Come nella Spiritualità, nell’Amicizia, nello Sport ho avuto dei costanti “up e down” consapevole che dovevo sfruttare tutto me stesso quando stavo in vetta alla mia più sublime ispirazione. Non sono mai stato bravo a sufficienza nel pormi un obiettivo anche se di natura strategica e portarlo fino in fondo. Basta che mi mancano un pò di stimoli ed ecco che tutto ciò che ho costruito si sgretola come con un castello di sabbia…

Non so se pure voi vi trovate alcune volte nella mia stessa condizione. A volte non riesco mai a gustarmi nessun sogno perchè so che ad un certo punto tutto in me evapora. Forse dovrei affinare ancor meglio la mia forza di volontà o forse il mio tempo mi presuppone un radicale cambiamento di stile di vita di cui forse non ho ancora ravvisato la sua forte presenza…

Non saprei… oggi per esempio fosse per me passerei tutta la giornata a letto…

Che palle… quando faccio così non mi sopporto…

Sono un caso disperato? 😛

Raffaele

…dentro me

Non sono mai stato bravo a scrivere, a produrre in maniera schiva e contraddittoria le mie emozioni, sale aromatico, a saper abbellire il mio cielo di nuove stelle, un sole che si presta a urlare il suo domani prima che il buio inghiottisca una esile e stordita speranza. Non sono stato mai bravo a scrivere, a credere nei miracoli: la mia fede e la sua più remota illusione di salvezza. Non sono stato mai bravo a scrivere, a consolarmi di incenso delle mie stesse fertili e vagabonde parole…

Non confessare ciò che sognavo,

chi abita ancora dentro me?

Raffaele

Non mi resta che piangere

Non mi resta che piangere… parafrasando il titolo di un noto film di Massimo Troisi , il mio attore comico preferito.

Non mi resta che piangere nel vento polveroso dei miei anni lunari che mi hanno lasciato un peso suadente che nemmeno la leggerezza della mia anima pellegrina sa evadere nel silenzio, un orchestrale ballo, di petali di ginepro.

Non mi resta che piangere nella speranza che la mia anima insegua una illusione nel tormento di ore braccate dalla nebbia e viaggiare solitario tra le onde dei miei colori rappresi, secchi dal sole e inamidati nel volo gonfio di tempesta di una farfalla appena nata e che tra dolci semi di uva e antiche suppliche mi congeda nell’intreccio venoso di un sorriso.

Non mi resta che piangere tra treni che non hanno una loro certa partenza e tramonti nel segreto della sera, giungo da Oriente, ramificazioni di un battito dormiente, ragno solitario che con pazienza ricama la sua tela con la propria pelle che profuma ancora di ciliegio, vento, privilegio della primavera…

Raffaele

Radici

Sradicare le radici di un albero secolare, sentire sulla pelle il calore di una pietra lavica, la mancanza di aritmie dal cielo… da esso mi giunge una preghiera, un invito a cogliere l’essenza da un petalo giubilante di questo sangue mescolato al mattino. Da oggi sia libertà. Intarso dell’anima. Punto sospeso che trabocca nel deserto mistico della mia infanzia che contrae muscolarmente ogni mio dissidente orizzonte spoglio delle sue origini oniriche…

e rimango sospeso, in attesa…

Raffaele

Leggenda metropolitana

Leggenda metropolitana, sfarzosa vita. Campagna elettorale scontrosa e lamentosa, accentuata a conversazioni lentigginose mentre sorseggio dell’alcol acrilico prima di fumarmi un altro tuo giovane segreto. Stivali da cowboy e giacca da uomo su misura per redimere un opinione tagliente, scaltra, brillante, veicolante che seduca la pulizia sofisticata delle mie eleggibili parole pandemiche. Preambolo di un luogo pulito e poco accogliente per farti scomparire nel sarcasmo di queste facoltose parole. Una impronta, un’ombra sterile per attirarti turista delle mie membra. Stimolante ed e elitaria mia insicurezza di proteggerti a ridosso di un compiacente e gemente gioco di sguardi, ortodossi nello specchiarsi e non decifrarsi di fronte a una rapinata memoria… monogamia di complicanze attraenti…

Raffaele